Per il Vicepresidente del Consiglio regionale “i cittadini potrebbero esprimersi attraverso il referendum, su scelte che hanno implicazioni sul futuro. In questa visione sbaglia chi si chiude in una logica di esclusività o primogenitura”
“Voglio innanzitutto unire la mia voce a quella del Sen. Belisario, Capogruppo al Senato per l’I.D.V., nel dare ampia adesione alla possibile iniziativa finalizzata a permettere ai cittadini di pronunciarsi su scelte così determinanti come quelle che riguardano le attività collegate al petrolio. Ho apprezzato e condiviso l’idea del consigliere Romaniello della SEL, sul referendum, perché può rendere più forte la Basilicata nel difendere i propri diritti, verso i poteri forti e nelle trattative con il Governo”. E’ quanto afferma Enrico Mazzeo Vicepresidente del Consiglio regionale della Basilicata, secondo il quale “restano valide, nel merito della gestione del petrolio, tutte le osservazioni e le perplessità, molte delle quali evidenziate anche da me, in Consiglio regionale, riguardo alla attendibilità dei dati sull’ambiente, alla tutela dei cittadini coinvolti nella realizzazione degli oleodotti (circa 650 km), all’assenza di sviluppo ed occupazione registrati nei tanti anni di estrazione. Questo, però, non è in contraddizione con il voto espresso al documento sul memorandum presentato in Consiglio regionale.
Ho affidato puntualmente, al Presidente della Giunta regionale, l’onere di riportare negli accordi che sottoscriverà tutte le clausole di garanzia necessarie perché queste tutele non restino i soliti enunciati. De Filippo, eletto con ampio consenso dai lucani, ha il dovere di farsi carico, nelle varie sedi, di queste istanze e di questi impegni, dovrà rendere conto al Consiglio regionale, ma soprattutto ai cittadini di oggi ed alle generazioni future, del suo operato e delle sue eventuali omissioni”.
“La discussione – dichiara Mazzeo – ha riguardato le attività estrattive e le scelte ad esse collegate, in una visione, finalmente, più garantista dei diritti fondamentali delle nostre popolazioni. Il voto favorevole al documento non costituisce una delega in bianco, o la rinuncia alla salvaguardia, più puntuale, dei diritti dei lucani. Al contrario, va considerato come un vincolo su alcuni punti fondamentali che riguardano gli strumenti, da migliore e potenziare, per la sicurezza del territorio, nel suo complesso. Bisogna riconoscere che importante è stato il contributo scaturito dagli interventi dei consiglieri nella discussione, in cui si è registrata una forte convergenza sua prescrizioni inderogabili. Prescrizioni da cui non si potrà prescindere nell’affrontare e risolvere i diversi aspetti che sono legati alle attività petrolifere, andando oltre le esortazioni generiche, i Comitati Scientifico ‘fatti in casa’ e le commissioni dai nomi ‘roboanti’, chiamate ad interpretare, spesso, dati inattendibili, forniti dai ‘controllati’. Una maggiore efficienza e certezza nei controlli, quindi, che vanno comunque unite ed una corretta e più puntuale informazione sui dati che vengono rilevati. Fino ad oggi, nella catena dei controlli, purtroppo insufficienti, si sono evidenziati aspetti di assoluta debolezza, associati ad una informazione del tutto marginale, se non addirittura reticente.
A fronte degli inquinamenti verificatisi, spesso non documentati, nemmeno la consolazione dell’attuazione delle tante promesse di sviluppo fatte alle popolazioni”.
“Dalla discussione regionale – continua il Vicepresidente – è uscita sconfitta l’equazione semplicistica e, soprattutto, economicista: più estrazioni per avere più soldi, in deroga a tutti i pericoli, per niente teorici. Fino ad oggi, comunque, le royalties hanno conservato un livello di marginalità nei processi di sviluppo. L’eventuale aumento di queste è stato collegato alla definizione di progetti di sicura attuazione, con tempi finalmente certi. Sviluppo e occupazione, nella salvaguardia delle altre attività già presenti sul territorio, che costituiscono una potenzialità vera, agricoltura, turismo patrimonio idrico. Alla Basilicata non serve solo avere soldi ed uno sviluppo incontrollato, ma viceversa si deve giovare di una crescita ecocompatibile che non crei danni irreparabili, con conseguenze per le future generazioni, vedi Val Basento”.
“È chiaro – continua Mazzeo – che il documento, la cui importanza non va enfatizzata ne sottovalutata, è un passo vincolante sul problema petrolio, sviluppo e tutele. Questo non esclude l’utilizzo di altri strumenti. Strumenti di democrazie e di partecipazione che rafforzano il potere contrattuale della nostra Regione, rispetto ad accordi trasversali che trovano una sede privilegiata a Roma. Comunità locali, associazioni ambientaliste, soprattutto i cittadini, a partire da quelli residenti nelle zone più direttamente interessate alle attività estrattive e di deposito delle scorie, debbono ottenere il protagonismo rivendicato. I cittadini potrebbero esprimersi attraverso uno strumento consultivo come quello referendario, su scelte che hanno implicazioni sul futuro socio economico di specifiche zone e dell’intero territorio. In questa visione sbaglia chi si chiude in una logica di esclusività o primogenitura”.
“Le buone proposte – conclude il Vicepresidente del Consiglio regionale -necessitano, per avere successo, di condivisione, sostegno ed una informazione più capillare sulle ragioni che si vogliono sostenere. Lavoriamo per le cose che ci uniscono, nell’interesse della Basilicata, mettendo da parte alcune differenze”.