PETROLIO: DC, ATTIVARE SUBITO TAVOLO TRASPARENZA

“Diventa sempre più difficile discutere di impatto delle attività del petrolio sulla salute dei cittadini, sull’ambiente, il territorio, la compatibilità con agricoltura e turismo quando si scade, come ha fatto il quotidiano Il Foglio, alle offese a chi convive direttamente con il petrolio. Quei termini – “pecorai” e “morti di fame” – indicati come il prezzo da pagare se l’Eni dovesse decidere di rinunciare ad “elargire” i suoi “benefici” alle popolazioni della Val d’Agri innanzitutto sono sinonimi di una mentalità colonialista di multinazionali del petrolio che ha avuto il sopravvento da lustri in tanti Paesi, non a caso considerati “sottosviluppati”, specie dell’Africa”. Così Giuseppe Potenza, segretario regionale DC-Libertas. “La politica e la Regione devono però sforzarsi di non perdere la “bussola” e di conservare lucidità di analisi per non sottovalutare le problematiche del petrolio ma al tempo stesso per discernere da populismo e demagogia come se il “Totem nero” fosse ogni male. Per i cattolici impegnati in politica proprio perchè il totem è abiurato dalla fede cristiana c’è da compiere uno sforzo in più nel fare da anello di congiunzione tra sacrosante esigenze, domande e richieste di garanzia per la salute e l’ambiente che provengono dai cittadini e il Palazzo Regionale che, nonostante il diffuso uso dei social e adesso gli incontri presidenziali itineranti sul territorio e con i giovani, fatica non poco a sintonizzarsi con i cittadini. Se il corrispettivo di “pecorai” e “morti di fame” è rappresentato da qualche centinaio di posti di lavoro per pochi mesi a seguito della realizzazione della quinta linea del Centro Oli Eni di Viggiano l’offesa alla dignità dei lucani è più pesante di quella letta su “Il Foglio”. Tanto più che a confermarlo sono le dichiarazioni del vice ministro De Vincenti: “una delle cose più importante dello Sblocca Italia è che prevede, nelle aree in cui si fanno le estrazioni restano risorse, entrate per quelle regioni, per quei territori, per quelle popolazioni che restano a disposizione proprio per lo sviluppo e la salvaguardia ambientale…”.
Bas 03

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