Il capogruppo Lb-Fdi aveva presentato un’interrogazione il 21 marzo, a cui non ha avuto risposta, sulla “alla rideterminazione dei termini di validità del giudizio di compatibilità ambientale per la costruzione e la messa in esercizio del parco eolico”
Perché la Regione Basilicata non risponde rispetto al giudizio di compatibilità ambientale relativo al Parco eolico in agro del Comune di Tolve e dei Comuni di Oppido Lucano, Irsina e Genzano di Lucania?”. Questa la domanda che il capogruppo di Laboratorio Basilicata – Fratelli d’Italia Gianni Rosa pone “ a distanza di tre mesi dalla presentazione di una specifica interrogazione a Pittella la cui risposta non è mai arrivata”.<br /><br />L’interrogazione “a risposta immediata” è stata presentata da Rosa il 21 marzo 2018 “per chiedere spiegazioni in merito alla rideterminazione dei termini di validità del giudizio di compatibilità ambientale per la costruzione e la messa in esercizio del parco eolico”.<br /><br />Nell’interrogazione Rosa aveva sollevato diversi dubbi “circa la regolarità della procedura che, di fatto, stante la scadenza dei termini perentori, avrebbe dovuto portare alla decadenza del giudizio di compatibilità ambientale e al rinnovo di tutte le autorizzazioni. Invece, con la delibera della Giunta regionale n.1310 del 30/11/2017, si dava parere favorevole alla rideterminazione dei termini, giustificandolo con l’assenza di modificazioni del contesto ambientale e territoriale di riferimento”.<br /><br />“Sono trascorsi tre mesi – afferma ancora Rosa – e ancora nessuna risposta dal Governo regionale. Nemmeno la nostra richiesta di conversione dell’interrogazione, da risposta immediata a risposta scritta, è servita ad acquisire una risposta in tempi rapidi. Quanto tempo serve ancora agli uffici affinché ci forniscano gli approfondimenti richiesti? Dobbiamo forse pensare che vogliono coprire qualcosa?”.<br /><br />“Un’interrogazione non è un mero esercizio di scrittura per un consigliere. Un’interrogazione – conclude Rosa – solleva quesiti importanti, richiede una discussione in Consiglio, spesso denuncia irregolarità. E, soprattutto, è legata a una tempistica precisa, fuori dalla quale perde di significato e contestualizzazione. In particolar modo, le questioni legate alle autorizzazioni ambientali richiedono una trattazione immediata per assicurare la regolarità delle procedure. Invece si tira dritto, ignorando richieste, denunce, diritti dei consiglieri ad essere informati. Salvo poi ritrovarsi in circostanze emergenziali e ai limiti della legalità. La storia continua a non insegnare nulla”.