In occasione della presentazione del libro di Carlo Borgomeo ‘L’equivoco del sud, sviluppo e coesione sociale’ per domani 16 luglio a Potenza nella cappella dei Celestini di Palazzo Loffredo, Antonio Papelo, console regionale di Basilicata dei Mastri del lavoro sostiene che “al Sud, infatti, fino dall’Unità d’Italia si è dovuto assistere ad un inesorabile depauperamento delle risorse, in particolare quelle umane.
Nel tempo questo Sud d’Italia ha avuto uno sviluppo a ‘macchia di leopardo’, ma a scapito di settori produttivi quali quello primario, con territori lasciati all’incuria e all’abbandono. Uno sviluppo non omogeneo ed uniforme, principalmente unidirezionale e segnatamente di tipo industriale, calandolo dall’alto e con l’aggravante di mantenere il ‘cervello’ delle aziende al Nord, così che al ‘primo stormir di fronda’ quelle localizzate al Sud entravano in crisi; come è facilmente verificabile con l’insuccesso del ‘sogno industriale’ conseguente al terremoto del 1980, le cui aree industriali volute dalla legge 219 sono diventate, nel giro di circa trent’anni, un cimitero popolato da vecchi ed inutilizzati capannoni, ormai quasi fatiscenti. Ha ragione Borgomeo quando si interroga sulle responsabilità della classe politica inadeguata, sull’insieme della classe dirigente impreparata, ma anche sul cittadino meridionale culturalmente più propenso all’assistenzialismo. Bisognerà ripensare ai cosiddetti ‘segmenti intermedi’ della società affinché sappiano e vogliano adeguarsi ai mutamenti intervenuti nel contesto della comunità. Il libro ci interpella in quanto associazioni civiche, richiamandoci al bene comune, da cui non può e non deve essere escluso nessuno.
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