“Obiettivo Basilicata 2012 – Patto di Sistema per il lavoro e la crescita. Una occasione concertativa che non va vanificata, ma resa praticabile con concrete azioni che rendano possibile lo sviluppo e l’occupazione, mettendo a frutto le risorse di cui il territorio può disporre: siano esse umane, che naturali o economiche”. Lo dichiara in un comunicato Antonio Papaleo, Console Regionale Maestri del Lavoro di Basilicata.
“Una sorta di “esame di maturità” – prosegue – come ha voluto puntualizzare il segretario della UIL Carmine Vaccaro, anche se lamenta la sottovalutazione della classe politica, nel suo assieme, circa la drammaticità del momento che, diversamente, imporrebbe un supplemento di consapevolezza e conseguentemente di responsabilità. A questa necessità si appella anche il segretario della CISL Nino Falotico, evidenziando il diverso e più significativo ruolo che l’attuale strumento di Patto sottende, in ragione della possibilità di poterlo verificare e rettificare in itinere, grazie alla “cabina di regia” prevista, ma sollecita una più complessiva presa di coscienza delle diverse articolazioni dei Soggetti interessati, ma che ad oggi non ancora si sono resi disponibili nel dare la propria adesione (anche se non si capisce con quali modalità si può procedere). Ne' può valere l’appello della sola Confindustria a rendere cogenti le Misure previste dal Patto, specie se le stesse non riusciranno a determinare il reale e convenuto coinvolgimento e relativa responsabilizzazione di quelle parti sociali non firmatarie, che finora si sono dimostrate solo alquanto polemiche, proprio in ragione della loro esclusione dalla fase preparatoria del Documento (sarà una mia “fisima”, ma ribadisco l’utilità che continuo ad avvertire del CREL-Comitato Regionale per l’Economia ed il Lavoro, peraltro a costo zero). Certamente, come afferma il Segretario della CGIL Antonio Pepe, – sottolinea Papaleo – il documento sottoscritto del Patto in questione è un punto di partenza, attraverso cui rilanciare lo sviluppo e l’occupazione. Invoca, inoltre ed a giusta ragione , un Piano per il Lavoro, attraverso cui poter dare aspettative ai tanti, e sono sempre più numerosi, giovani che non intravedono nel futuro una prospettiva di vita serena, determinandosi così alla solita pratica migratoria o assoggettandosi alla clientela e al nepotismo politico.
Diversamente, la sfida del Patto va perseguita e resa praticabile già con le Misure previste, che non sono proprio insignificanti, tutt’altro; per questo sarebbe utile un approfondimento per singola materia, su cui chiamare tutti gli “Attori” così determinando una sorta di “Tavolo permanente” di consultazione per un governo vero della crisi in atto che fa pagare al Mezzogiorno, più che altrove, la debacle finanziaria che ha investito il mercato del mondo occidentale, in massima parte. Bene ha fatto il Presidente Vito De Filippo ad alzare la voce circa lo sfruttamento che il Governo Nazionale intenderebbe fare dell’estrazione del cosiddetto “oro nero”; una occasione che deve assolutamente valere per una Regione da troppo tempo e troppo a lungo trascurata, come ci dimostrano le”spoliazioni” intervenute circa tanti presidi soppressi (Enel – sistema bancario- telecomunicazione – etc) ma anche tagliata fuori dal sistema dei trasporti (alta velocità FS- sistema autostradale – aeroporti – etc), oltre che formativo ed informativo (Università con solo alcune, anche anemiche, facoltà – testate giornalistiche spesso fatte oggetto di vessazione e, comunque, con difficoltà dovute alla scarsa utenza, alla farraginosità distributiva e senza competizione tra pubblico e privato per la stampa parlata)
Il Patto è, comunque, un valido strumento per avviare una nuova fase di coinvolgimento più in generale, oltre che dare la stura ad alcune azioni, in apparenza provocatorie, ma di fatto utili in quanto diventerebbero veri e propri pungoli e/o stimoli, se introdotti in modo mirato ed accorto, attraverso il cosiddetto microcredito riferito al singolo operatore; oppure, attraverso la concessione del credito bancario per le piccole e medie imprese, specie nella presente difficile congiuntura economica; ovviamente, il tutto dovrà essere più agevolmente favorito operando e snellendo l’attuale farraginosità della burocrazia.
Un Patto di Sistema, quindi, che se tutti veramente ci credono, a partire dai sottoscrittori, può diventare un “volano” per creare lavoro ed occupazione, specie se si riuscisse a collegarlo in modo serio con quanto potrà scaturire dal cosiddetto Memorandum, attraverso cui bisognerà saper imporre al Governo Nazionale un vero e proprio scambio in termini di sfruttamento delle risorse petrolifere con ricadute di sviluppo e di riscatto della società lucana.
In estrema sintesi, – conclude il Console regionale dei maestri del Lavoro Papaleo – occorrerà organizzare politiche e strategie interne, per essere sempre più credibili, ma anche pronti a misurarci con il resto dell’Italia e dell’Europa”.
BAS 05