“Padrone e sotto”, presentato a Potenza nuovo romanzo Dino Rosa

Una normale quotidiana storia di rapporti di forza tra classi , tra generazioni e tra persone. Che invece tanto normale non è, da quando al rapporto di classe tra censi si è sostituito il rapporto di forza tra chi comanda e chi esegue, chi ha il potere e chi ad esso deve sottostare, chi ha i soldi e ne vuole altri e chi è costretto a subire angherie, sorprusi ed espoliazioni . Questo rapporto di forza che domina la società odierna è diventa macroscopico in una realtà di provincia, dove si sa tutto di tutti e dove il potere si cementa con alleanze tra segmenti diversi , burocratici, politici,imprenditoriali. In questo scenario, inventato ma del tutto verosimile , Dino Rosa colloca , nel suo terzo romanzo, una grande storia d’amore, una storia giovane, ma dei tempi nostri, dove il protagonismo femminile si esalta nel coraggio di scelte dolorose ma necessarie, nella priorità dei valori rispetto alle agiatezze, nella capacità di uscire da una vita esteriormente appagante ma interiormente insignificante. Il titolo dato al romanzo è indicativo di questo rapporto conflittuale tra chi sta sopra e chi sta sotto. Padrone e sotto, nella tradizione meridionale,è un gioco di carte e di vino nel quale si scimmiotta il rapporto tra capo e subalterno, tra padroni e sottoposti, con la possibilità, tutta teorica, di invertire l’ordine dei fattori sociali e di dare il comando del gioco a chi , nella vita reale, il comando non l’ha mai avuto. Un rapporto che, come in un gioco di carte, il protagonista del romanzo, Guido, un imprenditore venuto dal basso , cerca di invertire , con le frequentazioni e con la disponibilità, ricevendone l’ebbrezza di uno che è riuscito a porsi dalla parte dei vincenti. Fino a quando gli avvenimenti politici non costringono i veri detentori del potere a mollarlo e a darlo in pasto ad un sistema di giustizia anch’esso politicizzato . Il libro di Dino Rosa è stato presentato ieri sera a Potenza in una folta cornice di pubblico, nell’ambito dell’Autunno letterario potentino. Di spessore gli interventi che si sono succeduti a commento del lavoro di Rosa. La scrittrice e giornalista Lorenza Colicigno dice che “ lo spaccato che esce fuori da questo romanzo è frutto di una storia romanzata , che nasce e si sviluppa in uno scenario reale tanto da fargli assumere, in alcuni momenti, quasi le sembianze di una storia vera. Ida leone, che ha condotto la serata ha sottolineato il coraggio di una donna che quando realizza il suo errore di vita, non cerca scuse, non si nasconde, non teme giudizi né ostracismi, pur così probabili. Esce allo scoperto ,lottando con ogni mezzo a sua disposizione per riprendersi la sua vita. Un coraggio non usuale, che forse non ci saremmo aspettati, in quel contesto. E’ lei, alla fine, a dare una svolta all’intera storia. I rapporti di forza come storia universale della società sono stati trattati dallo scrittore Lucio Tufano per il quale “ la metafora , titolo del romanzo, diventa trama nel discorso e nella storia dei protagonisti, torna abilmente negli argomenti e nel tema, quando i personaggi parlano della politica, della esperienza del doroteismo, della sua fine e della sua sostituzione con una classe dirigente che non ha saputo emulare la Dc del periodo migliore ma ha preso a modello quello della sua decadenza. Come si esce da questa situazione è stato chiesto all’autore?: la speranza è nei giovani. Sono i soli a poter cambiare le cose e lo stanno dimostrando.

Bas 05

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