Navazio: Le istituzioni vanno rispettate

Il presidente del gruppo Io Amo la Lucania, facendo riferimento alle ultime polemiche sulla celebrazione dei 150 dell’Unità d’Italia, esprime solidarietà al Presidente del Consiglio regionale Vincenzo Folino

“Le istituzioni vanno rispettate comunque. Era il monito che sentivamo nelle sezione dei partiti, trenta-quaranta anni fa. Oggi il dileggio, non lo sberleffo, fa parte del costume quotidiano”. Francamente è difficile riconoscersi. La riunione di giovedì mattina dell’Ufficio di Presidenza ha toccato sicuramente punte di polemica alta. Ma le accuse al Presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Folino, di “puparo” sono troppo forti, fuori luogo e fuorvianti di un dibattito che, pur nella contrapposizione, dovrebbe tenere conto del ruolo di ognuno". Ad affermarlo il capogruppo di Io Amo la Lucania, Ernesto Navazio, il quale esprime solidarietà al Presidente Folino, che – dichiara – "non ho votato a maggio dello scorso anno. Non la esprimo per dovere di consigliere, né per l’amicizia “intellettuale” che mi lega nelle discussioni per dare alla nostra Basilicata un sano riformismo, quasi rivoluzionario per certi versi. E spero sinceramente che altri non vedono, almeno in questa espressione di solidarietà, che per la verità dovrebbe essere corale, una prova di qualche complotto o un retro pensiero”.

“La esprimo nella consapevolezza – continua il consigliere – che la polemica politica è altra cosa rispetto ad una accusa così infamante. Il Presidente Folino è il Presidente del Consiglio della Regione Basilicata, come De Filippo è il Presidente della Regione Basilicata e come il Presidente Berlusconi è il Presidente del Consiglio dei Ministri. Non appartengo a quella categoria di persone, e ce ne sono tanti in giro, purtroppo, che non riconosce o non si sente rappresentata da vari Presidenti. Il Paese ha bisogno di visioni politiche, anche forti. I partiti devono suggerire e formare classi dirigenti. La fase politica che stiamo vivendo di palese disaffezione verso quest'ultima e di sempre maggiore disappunto per i suoi rappresentati, deve comportare una presa di coscienza che sappia guardare oltre”.

“Siamo tutti consapevoli – conclude Navazio – che il solco tra società e classe politica sta diventando sempre più profondo e tende ad allargarsi di giorno in giorno. Lo spettacolo offerto, purtroppo, amplifica questo distacco. Nel futuro non potremmo lamentarci se il popolo prenderà tutti a pedate”.

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