"Nuove prospettive di produzione e occupazione. Dall’outsourcing all’insourcing, ovvero tornano in Italia produzioni fin qui appaltate all’estero. Si chiude così la vertenza Natuzzi. Oggi infatti, dopo quattro mesi dall’annuncio della crisi del Gruppo, è stato firmato al Mise un accordo che consente di mettere in atto una serie di azioni positive per un pezzo importante del cosiddetto “distretto dell’imbottito” delle Murge". Lo rende noto l’ufficio stampa del Mise. In sintesi, l’Accordo prevede che 1300 lavoratori resteranno nell’attuale azienda che rinnova qualità del prodotto e tecnologie. Previsto il rientro di attività attualmente svolte in Romania e che interesseranno circa 500 lavoratori (che nel triennio potranno diventare 700) e saranno realizzate da una nuova Società ospitata negli stabilimenti dismessi dalla Natuzzi. Altri 300 lavoratori verranno impegnati in nuove attività industriali collegate al settore dell’arredamento e in iniziative di riqualificazione ed altre politiche attive. Per i rimanenti 600 lavoratori si attiverà una mobilità volontaria ed incentivata. Il Governo e le Regioni Puglia e Basilicata, che hanno costantemente coordinato il lavoro per giungere all’intesa, garantiranno il supporto al complesso piano di riorganizzazione della Natuzzi che prevede investimenti per oltre 200 milioni di euro e la riqualificazione di una buona parte del personale.
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