Murante (Sel) su estrazioni petrolifere

“Stucchevole. Non esistono altre aggettivazioni per qualificare l’indegno balletto tra Renzi e Pittella. Lo avevamo preannunciato nei giorni scorsi. Lo ribadiamo ora. Solo una insulsa cortigianeria o la propaganda di regime, agita come strategia, possono far cantare vittoria sulla vicenda delle estrazioni. In questi giorni abbiamo incredibilmente assistito al richiamo a una nuova Scanzano e a una resistenza “rivoluzionaria” salvo poi farci spiegare che non di sconfitta trattatasi, bensì di vittoria”. Lo sostiene Maria Murante, coordinatrice regionale SeL Basilicata. “È forse necessario – prosegue Murante – che sia la conferenza stampa del Governatore Pittella a spiegarci se si sia trattato di vittoria o di sconfitta? Invece dopo aver ascoltato proclami bellicosi, i lucani hanno dovuto apprendere da Pittella che hanno vinto! Poco importa il procedimento unico concessorio, le ulteriori estrazioni e la rivisitazione di quanto derivava dagli accordi precedenti, memorandum in primis. È pur vero che ci troviamo nel profondo di una crisi derivante dalla politica energetica in campo internazionale che potrà avere degli epiloghi disastrosi e irrimediabili come un conflitto su larga scala. È pur vero che la crisi libica e quella ucraina stanno mettendo a dura prova la nostra autosufficienza energetica nazionale, ma non si può ovviare a una assenza di politica estera, europea e italiana, con la barzelletta del petrolio lucano e con il sacrificio di una intera regione e della sua popolazione, immolata come agnello sacrificale di una ulteriore propaganda da operetta, con un bluff da biscazzieri. La crisi economica e sociale della Basilicata e dell’Italia tutta non lo consente. Occorre essere seri. A tal proposito – sostiene – giungono quanto mai opportune le precisazioni offerte alla stampa dalla lettera inviata dall'on. Vincenzo Folino. Ci conforta il fatto che, pur partendo da punti di vista differenti in ordine al modello di sviluppo perseguito in questi anni, il parlamentare lucano riprenda molti degli spunti riflessivi che noi abbiamo reso pubblici negli scorsi mesi. Non si tratta di una "immatura" sindrome di Ninby, bensì di una idea di sviluppo e di governo dei processi che riguarda il destino della nostra terra e della stessa Regione. Cominciare a parlare di un nuovo modello di sviluppo appropriandosi di un ruolo politico che dica no a un disegno di neocolonizzazione che porterà ulteriore saccheggio, disoccupazione, devastazione del territorio. Opportuni sono stati i richiami dell'on. Folino alla tutela della salute e dell'ambiente e fondati i suoi riferimenti all'abbondare di comunicati stampa senza contenuto e prospettiva. Condividiamo anche il richiamo ad un coinvolgimento partecipativo dei lucani e in special modo delle giovani generazioni. E, tuttavia, siamo ulteriormente convinti che occorrano fatti. Nelle prossime settimane avanzeremo proposte in ordine ad una legge sulle emissioni che tuteli la salute pubblica e riproporremo misure che abbiamo un carattere sociale. Chiediamo inoltre che si impugni il decreto sblocca Italia nella parte in cui anticipa gli effetti della riforma costituzionale del Titolo V e che su quest'ultimo, assieme al coinvolgimento delle altre Regioni interessate dalle estrazioni petrolifere (Emilia Romagna, Puglia e Abruzzo in primis), si avvii una profonda riflessione prima che si giunga alla approvazione definitiva. Presi tutti noi dalla discussione – legittima e giustificata – intorno al decreto SbloccaItalia della ditta Renzi&Co., abbiamo forse perso di vista quanto andava pubblicando la settimana scorsa dal WMO (World Metereorological Organiziation) sull’Annual Greenhouse Gas Bullettin in merito ai nuovi record raggiunti dai gas serra nel 2013. Record che, qualora dovessero riconfermarsi negli anni a venire, comprometterebbero definitivamente – e senza possibilità di ritorno alcuno – il futuro del nostro pianeta, andando incontro a un aumento della temperatura globale di oltre tre gradi e mezzo entro la fine del secolo. Il tentativo di riportare questo nuovo discorso pubblico dagli effetti planetari su scala territoriale e locale non può prescindere dalle scelte che si stanno compiendo proprio in Italia e nella Basilicata attraverso quel decreto SbloccaItalia che qualifica il governo nazionale in carica – in perfetta continuità con i governi che l’hanno preceduto – come pericolosamente sbilanciato a favore del fossile e, di conseguenza, dell’aumento di agenti inquinanti e nocivi per la salute.
È a fronte di tutto ciò che, come Sinistra Ecologia Libertà, parliamo di doppia sconfitta, di là degli entusiasmi del governatore Pittella: si è sconfitti per la scelta strategica che compie l’intero Paese in materia di politiche energetiche; si è sconfitti per il destino-gruviera che in esso è incontrovertibilmente contenuto. Qualche giorno fa scrivevamo che sono però finiti i giorni della recita, perché l’ultimo giorno utile per invertire drasticamente la tendenza è oggi. Un oggi che sappia dire no a nuove estrazioni e no all’accentramento delle decisioni. Un oggi che sappia porre il tema dello sviluppo sostenibile e della riconversione ecologica provando a rimettere insieme ciò che è stato tenuto separato dall’affermarsi di un capitalismo finanziario sempre più avido: ambiente e lavoro. Partendo dalle nostre coste, dalle nostre terre e dai nostri mari per quello che oggi hanno da offrire tutelandoli dalle colonizzazioni, investendo nelle mille piccole opere volte alla loro messa in sicurezza e alla loro valorizzazione, e capaci di creare un nuovo paradigma occupazionale. Lavorando a un piano regionale vero volto all’obiettivo ‘rifiuti zero’ affiancato a una programmazione che torni a parlare di fonti da energie rinnovabili scevra da inclinazioni speculative. Noi avanzeremo proposte – conclude Murante – e ci attiveremo per una sensibilizzazione e una mobilitazione di tutti a cominciare dalla nostra iniziativa di stasera a Brienza "Sviluppo sostenibile per una gestione egualitaria delle risorse… idee per il futuro" iniziando un confronto con cittadini, associazioni, sindacati e forze politiche”.

BAS 05

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