"La notizia del blitz dei carabinieri al Cova di Viggiano non è un fatto nuovo o isolato. E come altre volte ci coglie preoccupati.
Preoccupati innanzitutto per lo stato di salute delle comunità che, se le accuse mosse fossero confermate, rappresenterebbero le vittime degli illeciti contestati, trattandosi di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi rivenienti dalle attività del Centro Oli. In realtà i filoni d’inchiesta sono diversi, andando ben oltre i reati di natura ambientale, arrivando a investire l’operato di dirigenti, funzionari pubblici e amministratori, fino alla configurazione di una vera e propria ‘organizzazione di stampo mafioso su base imprenditoriale’, come ha avuto modo di dichiarare il Procuratore Antimafia".Lo dichiarano in una nota Maria Murante, coordinatrice regionale di Sel Basilicata, e Giovanni Barozzino, senatore di Sinistra Italiana.
"Di là del profilo giudiziario grave, – aggiungono – siamo di fronte ad un macigno di natura politica. Quella che emerge è una questione morale grande quanto una montagna, e che tiene dentro di sé le denunce che in questi anni abbiamo portato avanti sull’affare petrolio in Basilicata: l’intreccio sempre più stretto tra affari e politica; la desertificazione d’interi territori e l’ipoteca sul futuro delle sue comunità; il montare della spesa pubblica sulla quasi esclusiva materia delle royalties e la conseguente – arbitraria e interessata – allocazione della stessa ai fini della costruzione del consenso.
L’inchiesta avrebbe rilevato anche una condotta omissiva di Eni in relazione alle emissioni in atmosfera. Forse è solo il caso di ricordare che ancora oggi giace silente in consiglio regionale una proposta di legge popolare – depositata insieme con altre e corredata di oltre duemilacinquecento firme – proprio sul tema delle emissioni nocive e pericolose in atmosfera. Qualcuno forse dovrebbe darne conto.
La presenza di funzionari pubblici e amministratori nei diversi filoni rappresenta la riprova di quanto abbiamo sempre denunciato: il petrolio non ha governo se non quello degli interessi delle multinazionali energetiche… al governo e ai suoi protagonisti vanno le prebende. E non rassicurano le dichiarazioni di collaborazione dell’Eni".
BAS 05