Mozioni Gender, interviene il segretario del Pd lucano Luongo

Il segretario regionale del Pd di Basilicata, Antonio Luongo, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
“Esprimo piena condivisione dei temi trattati dalla mozione che ha visto come primo firmatario il  Consigliere Polese e approvata dal Consiglio regionale, che impegna il presidente della Giunta «a predisporre, attraverso gli uffici regionali, gli atti amministrativi utili all’adesione della Regione Basilicata alla Rete ReAdy.
Si tratta di una mozione di 'civiltà'  perché la politica ha il compito di guardare con attenzione alle trasformazioni della società. Diciamo spesso che, in questi ultimi tempi, la società è più avanti della politica e quest’ultima risulta inadeguata a svolgere la sua funzione principale, quella di disegnare traiettorie di sviluppo sociale, economico e culturale.
Coerentemente con questa impostazione, non condivido la posizione assunta da alcuni consiglieri regionali del PD, che hanno votato a favore della successiva anacronistica, direi oscurantista, mozione presentata da Aurelio Pace. Essa contribuisce a dipingere la democratica, aperta, civile e tollerante Basilicata,  come regione omofoba, appigliandosi alla “teoria del Gender”. Ritengo che i consiglieri del PD che hanno firmato per tale mozione debbano ritirare la propria  adesione.
La Regione Basilicata, che vanta una positiva storia di tutela dei diritti civili e di contrasto delle discriminazioni,  non ha competenze sui programmi ministeriali delle scuole di ogni ordine e grado. La mozione approvata dal Consiglio non può produrre alcun effetto pratico se non quello di una strumentale e  fuorviante  discussione.
Il Partito Democratico in Basilicata si adopererà per affermare sempre e in ogni contesto i principi di uguaglianza e delle pari opportunità con più coraggio e più coerenza”.

bas 02

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