La Basilicata compie un passo decisivo verso la riconquista della sua integrità territoriale. Il commissariamento del Sito di interesse nazionale di Tito, affidato alla guida autorevole del Generale Vadalà giunge a coronamento di una precisa e determinata strategia politica che questo assessorato e l’intero Governo regionale hanno sollecitato con forza ai vertici del Ministero per l’Ambiente e la sicurezza energetica (Mase)”. Lo dichiara l’assessore all’Ambiente e alla Transizione energetica della Regione Basilicata, Laura Mongiello, commentando il nuovo assetto di governance per le bonifiche nel territorio di Tito. Una sinergia strutturale tra Regione e Stato “Siamo di fronte a una svolta che i cittadini lucani attendevano da decenni. Non parliamo più di interventi sporadici o di una gestione frammentaria, ma di una visione corale e strutturale. Il ruolo centrale in questo processo non agirà isolato, ma avrà a sostegno la ‘Struttura di missione’ regionale, nata a luglio proprio con l’obiettivo di dotare la Basilicata di un braccio operativo specializzato, autonomo e dedicato esclusivamente ai Siti di Interesse Nazionale. Con questo sistema di governance istituzionale, inoltre, sarà possibile recuperare tempo prezioso sulle opere di bonifiche grazie a procedure più celeri”.
Per l’assessore Mongiello, questo modello di cooperazione tra i massimi vertici nazionali e la competenza territoriale regionale rappresenta la massima garanzia di efficacia: “Abbiamo costruito un ponte solido tra Potenza e Roma. La Regione, nel suo ruolo di soggetto attuatore, ha finalmente ottenuto quel cambio di passo necessario per superare le secche burocratiche del passato”. “L’ambiente è il bene comune per eccellenza e le ferite del Sin di Tito, per troppo tempo rimaste aperte, rappresentavano un debito verso la salute e la dignità delle nostre comunità”, conclude Mongiello