Melfi: il sindaco Valvano su Fenice

"Non possiamo più essere trattati da stupidi, subendo tutto ciò che si può infliggere ad una popolazione che si è ben disposta a cooperare affinchè si relizzasse un rapido e agevolato sviluppo industriale". A sostenerlo è il sindaco di Melfi, Livio Valvano.
"Un inceneritore di rifiuti urbani e industriali si è dimostrato essere nei fatti incompatibile con il delicatissimo ambiente di un territorio- ha detto Valvano- che si distingue per la qualità del contesto ambientale, della storia, del patrimonio monumentale e delle produzioni agricole. Questi elementi, che dobbiamo considerare strategici per il futuro, devono essere valorizzati di più e salvaguardati senza sconti e tentennamenti.Il delicatissimo equilibrio tra sviluppo industriale e sistema socio-ambientale è stato palesemente e prepotentemente rotto. Non si può più pretendere di continuare a sfruttare le risorse del territorio "gratis" costringendo le comunità a fornire forzatamente la materia prima "gratis" per produrre energia elettrica, realizzando una catena di valore incredibilmente intelligente ma cinicamente e ciecamente punitiva per il territorio che in cambio riceve solamente sostanze inquinanti".
Per Valvano "quando qualcuno inopportunamente adombra una minaccia preventiva di risarcimento danni, appellandosi al principio dello "stato di diritto" superficialmente rinuncia allo sforzo di sintonizzarsi con le istanze di una intera comunità, cui non basta più considerare solamente e semplicemente l'entità dei posti di lavoro se risulta oggettivamente alterato l'ambiente e minacciata la salute della popolazione. Invocare lo "stato di diritto" significa non solo il diritto dell'impresa ad esistere e a interagire con lo stato sulla base delle leggi, ma significa anche riconoscere libertà di decisione agli enti locali che rappresentano la comunità. Libertà significa anche facoltà di non conferire i rifiuti dei comuni all'inceneritore in queste condizioni e a queste condizioni; perchè obbligare i comuni a ricorrere a Fenice e non lasciarli liberi di agire sul mercato? A qualcuno, forse, non piace il "libero" mercato? Libertà significa anche maggiore agibilità e forza nel sistema di monitoraggio più indipendente, soprattutto per il controllo delle emissioni in atmosfera. Significa anche chiedere e ottenere che Regione e Provincia stralcino il sistema di incenerimento dalla pianificazione provinciale e regionale, cosi da abbandonare prima possibile quel sistema di smaltimento".
"Per gli enti locali "stato di diritto" significa far applicare in toto tutti i principi della legge invocata dall'impresa, ivi compreso il principio del "chi inquina paga"; principio che la Basilicata- ha detto Valvano- potrebbe tradurre in un costo per l'impresa inversamente proporzionale alle sostanze inquinanti rilasciate nell'ambiente. Cosi forse l'impresa sarà costretta a investire per ridurre il carico ambientale anche al di sotto delle soglie di contaminazione previste dalla legge.Quando si invoca il diritto alla libera iniziativa, contenuto nel primo comma dell'art.41 della Costituzione, non bisogna dimenticarsi di leggere il secondo comma che vuole che l'impresa "non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana". In sintesi, gradirei che qualcuno comprenda che "stato di diritto" implica uno sforzo bilaterale e non solo la giusta rinuncia all'arbitrio da parte dello Stato. La comunità del Vulture-Melfese non continuerà a fare da spettatore. La comunità ha voglia di diventare protagonista del proprio destino- ha concluso Valvano- discutendo democraticamente anche per decidere di fare a meno del sistema di incenerimento. Seguendo l'esempio positivo voluto dagli amministratori di Lavello, anche a Melfi nei prossimi giorni si terrà un dibattito pubblico voluto da tutti i consiglieri comunali. Dovrà essere chiaro che nessuna decisione potrà essere presa passando sulle teste dei cittadini di Melfi, di Lavello e di tutto il Vulture-Melfese".
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