Mazzeo su proroga commissione Fenice

Per il vicepresidente del Consiglio “una proroga di due mesi, in una situazione normale e trasparente, avrebbe potuto produrre dati e, soprattutto la loro lettura interpretativa, a tutela della salute pubblica”

“Prorogare i tempi della Commissiono d’Inchiesta su ‘Fenice’ è necessario, altrimenti deve cessare le attività, ‘certificando’ l’incapacità della politica di effettuare il doveroso compito di controllare il suo operato e degli Enti sottoposti”. Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale, Enrico Mazzeo Cicchetti, sottolineando che “la delega alla sola Magistratura è un sconfitta della politica e dei suoi protagonisti. La commissione è stata istituita in un momento di grave crisi di credibilità istituzionale, culminato con gli arresti eccellenti, mentre la politica, dal ‘palazzo’, diceva che tutto andava bene. La mia denuncia, in Commissione e in Consiglio delle incoerenze sui dati e delle contraddizioni evidenti nelle dichiarazioni ufficiali è agli atti. Abbiamo appreso dal Presidente della Commissione, On. Pagliuca, che in quattro mesi pochi sono stati gli elementi acquisiti e che sono stati elaborati solo punti di domanda”.

“I ritardi degli Enti, nel comunicare i dati dovuti, per quanto complessi e datati – sostiene Mazzeo – sono attribuibili a due fattori: mancata collaborazione dei dirigenti o sommaria e disordinata tenuta dei dati stessi. Nel primo caso la Commissione ha poteri straordinari per ‘pretendere’ le informazioni, oltre che chiederli. Eserciti il suo potere e denunci pubblicamente i funzionari e dirigenti reticenti o incapaci di custodire in modo utile e consultabile dati ed atti amministrativi. Preso atto che sono necessari mesi per ricevere dettagli ed atti prodotti dalle amministrazioni, in materia ambientale, mi chiedo, su quali parametri e su quali elementi si fonda l’ottimismo della Giunta regionale che declama, da sempre, che tutto è sotto controllo e che il monitoraggio dell’ambiente, in Basilicata, è continuo e puntuale?”.

“Si evince che un risultato parziale, la Commissione, lo ha prodotto – conclude il vicepresidente del Consiglio – districarsi nella ‘giungla’ dell’amministrazione regionale, specie per quanto riguarda i temi sensibili, come l’ambiente, che è sempre più nebuloso e, pertanto preoccupante per i cittadini. Una proroga di due mesi, in una situazione normale e trasparente, avrebbe potuto produrre dati e, soprattutto la loro lettura interpretativa, a tutela della salute pubblica”.

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