Il consigliere regionale esprime le sue riflessioni sulla situazione attuale del partito, nazionale e regionale e annuncia per domani una conferenza stampa
“Ho ricevuto da più parti, soprattutto da amici dell’Idv, sollecitazioni affinché mi pronunciassi sulla situazione attuale del partito, nazionale e regionale. Non mi voglio sottrarre a questa richiesta perché su alcune questioni mi sono già espresso. Qualsiasi analisi, a mio parere, non può prescindere dal riconoscimento dell’impegno iniziale dell’Idv nella battaglia di moralizzazione nel nostro Paese, dopo tangentopoli, perché questo aspetto è stato motivo principale di adesione per molti di noi”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale, Enrico Mazzeo che aggiunge: “L’ansia di trovare, in un momento difficile per il nostro Paese, un punto di riferimento politico, ci ha fatto sottovalutare le conseguenze possibili di un partito costruito intorno ad un leader, a suo tempo carismatico. Bisogna riconoscere che la situazione odierna dell’Idv, per molti aspetti, è la conseguenza diretta di un ‘difetto’, già presente nel suo Dna. Infatti, la vita interna dell’Idv ha rivelato, man mano, le caratteristiche di una conduzione centralistica e verticistica; la mancanza di una reale democrazia, anche attraverso l’azione di ‘sbarramento’, da parte di una sorta di ‘cerchio magico’, alle istanze della periferia. Non devono ingannare le assemblee organizzate, che abitualmente rispondono ad esigenze ‘propagandistiche’, la parodia di una democrazia partecipata. Lo spettacolo a cui abbiamo assistito, in tutti questi anni, la rappresentazione di una forza ‘dura e pura’, ha riprodotto una suggestione per molti e veicolo di consenso elettorale. Questo potere attrattivo, ha richiamato ‘superstiti’ di altri partiti politici, alcuni già in disarmo, adusi a metodi, abbastanza ‘disinvolti’, nella pratica politica”.
“La colpa di molti di noi – aggiunge Mazzeo – è stata quella di non aver compreso, dall’inizio, la natura vera dell’Idv e le conseguenze di alcuni metodi e dell’immissione, senza criterio selettivo, di culture e valori molto diversi dai principi ‘propagandati’ dell’Idv. Si sono verificate anche carriere rapide e folgoranti, calate dall’alto, infrangendo regole precedentemente date, senza alcuna consultazione. Ammetto anche l’aggravante che, ai primi segnali negativi, abbiamo anche pensato di poter produrre cambiamenti dall’interno; abbiamo creduto alla funzione positiva della critica costruttiva. Vorrei aggiungere che mi sono anche battuto, senza successo, perché i contributi economici al partito fossero più equi, proporzionati e trasparenti nella loro utilizzazione; comunque, mai da considerare come la principale, se non l’unica regola da rispettare. Oggi, purtroppo, diradata la nebbia, ci appare la realtà dell’Idv, per quella che è in tutti i suoi aspetti, senza differenze tra il livello nazionale e quello regionale. Non credo al ‘complotto’ o all’effetto dirompente della satira, giustificazioni estreme, già ascoltate, ai tempi di ‘tangentopoli’. La presenza a vario titolo di famigliari di Di Pietro, moglie, figlio, cognato, e parenti vari, nella vita politica dell’Idv e nelle Istituzioni, a prescindere da tutto, rivela una cultura ed una pratica che, noi per primi, tante volte, abbiamo condannato in altri partiti”.
Per Mazzeo “Questi ed altri fatti discutibili, in un contesto di confusione di proposte e di linea politica (oscillante), specie nelle indicazioni delle alleanze, impongono una riflessione adeguata e conclusiva. La trasparenza, la legalità, la democrazia partecipata, le decisioni condivise, obiettivi che avevano portato alla nostra adesione, sono ormai slogan, svuotati di ogni contenuto reale; simboli di un tentativo, non riuscito, quello di costruire un partito nuovo, al servizio del Paese. L’aspetto peggiore delle ultime vicende è che, in questa fase concitata di discussione, non abbiamo ascoltato nessuna espressione di autocritica, al vertice come nelle articolazioni periferiche. Ognuno rimane saldo al proprio posto di potere. Fuoriescono solo le coscienze lucide e coerenti. La realtà di Basilicata evidenzia un’Idv non diversa, con molte contraddizioni e limiti, soprattutto l’incapacità di incidere, qualificando la presenza nella Giunta regionale, per elevare la qualità politica del centrosinistra. I fatti ci dimostrano che la selezione della classe dirigente, a tutti i livelli, anche nell’Idv, è avvenuta secondo il criterio di fedeltà ed obbedienza al vertice, ignorando capacità e garanzie morali. La volontà di un vero cambiamento non si intravede, malgrado ‘fiumi’ di parole”.
“La conferenza stampa a Potenza e la manifestazione sull’Agricoltura di Matera dell’Idv – precisa il consigliere – è l’apoteosi, all’italiana, del ‘non è successo niente’; tutti insieme appassionatamente, perché le incompatibilità da rimuovere, di vario genere, non sono una priorità e possono attendere. Rispetto a tutto questo, bisogna che ognuno si assuma le responsabilità di giudizio e di scelte conseguenziali; non c’è più possibilità di dubbi e di equivoci. Le dimissioni ‘indotte’ dell’On. Donadi e di altri, la rapida marcia indietro di molti autorevoli esponenti, malgrado le precise responsabilità di alcuni di loro, preoccupati per le prossime candidature, tolgono all’Idv ogni speranza di rinnovamento vero”. “Non si sono aperti spazi reali per una discussione libera e democratica, a tutti i livelli, per rimuovere comportamenti e metodi che hanno portato l’Idv all’attuale fase di crisi. Questa condizione, immodificabile – conclude Mazzeo – mi obbliga a chiudere l’esperienza con l’Idv”.
Per illustrare in maniera ancora più approfondita le problematiche in ambito al gruppo consiliare, il consigliere terrà domani , sabato 10 novembre, alle ore 11,30, presso la Sala Riunioni del Park Hotel – Str. St. Basentana, una conferenza stampa .