Matera, Angelino: sul lavoro un bollettino di guerra

“Duemila posti di lavoro in meno, 1600 nel Potentino, 400 nel Materano. Assomigliano ad un bollettino di guerra i nuovi dati diffusi da Excelsior, il Sistema informativo per l’occupazione e la formazione che ricostruisce annualmente il quadro previsionale della domanda di lavoro e dei fabbisogni professionali e formativi espressi dalle imprese”. Lo afferma, in un comunicato stampa, Giovanni Angelino consigliere comunale di Matera del gruppo misto. “Si tratta – aggiunge Angelino – di un progetto che Unioncamere, in collaborazione con il Ministero del Lavoro e con l’Unione Europea, realizza dal 1997. I dati sono quindi certificati. Excelsior ha certificato anche in questa circostanza che l’emorragia di posti di lavoro non si arresta in Basilicata ma di fronte a questi numeri impietosi la classe politica regionale preferisce le riunioni per decidere in gran segreto chi sarà il nuovo candidato presidente, che ufficialmente uscirà dalle primarie in programma a settembre. In realtà c’era solo un modo per invertire la rotta: affidare ad un materano il ruolo di candidato presidente del centro sinistra in vista delle elezioni del 17 e 18 novembre 2013. Ma i miei appelli a quanto pare sono caduti nel vuoto, anche se nella rosa erano inseriti tutti esponenti importanti del Partito Democratico. Vorrei precisare in proposito che non ho amici da sponsorizzare ma se mi sono permesso di continuare a chiedere un candidato presidente materano per le prossime elezioni l’ho fatto solo per dare alla Basilicata l’opportunità di riscattarsi grazie al progetto di Matera 2019. La città dei Sassi sta giocando una partita importante ed è chiaro che una vittoria di Matera in questa difficilissima competizione porterebbe benefici a tutta la Basilicata. Cultura vuol dire sopratutto turismo e creazione di nuovi posti di lavoro. Ed invece i posti di lavoro sono sempre di meno in Basilicata, per la precisione duemila in meno secondo il rapporto Excelsior. Un vero dramma sociale che non si può ignorare e qualcuno dovrà pure assumersi le proprie responsabilità. Il rischio purtroppo è che ancora una volta il posto di lavoro diventi merce di scambio in occasione della prossima tornata elettorale”.  

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