Per il presidente della seconda Commissione del Consiglio regionale occorre “raddoppiare ogni sforzo in direzione dell'occupazione liberando le risorse del credito di imposta e accelerando la definizione del Piano pluriennale del lavoro”
“I dati contenuti nello studio della Cgia di Mestre sugli effetti delle agevolazioni sull'Irap, introdotte dalla manovra 'salva – Italia', devono farci riflettere: per un’azienda lucana che procederà all’assunzione di ogni uomo over 35, il vantaggio economico sarà di 117 euro, per ogni giovane o donna, invece, il risparmio sarà di 258 euro, contro il vantaggio economico di un’azienda lombarda per ogni dipendente con più di 35 anni, di 188 euro che salirà sino a 329 euro per ogni giovane con meno di 35 anni o una lavoratrice donna”. E’ quanto sostiene il presidente della Seconda Commissione consiliare (Bilancio-Programmazione) Antonio Autilio (Idv), per il quale “la decisione dei sindacati lucani di procedere ad uno sciopero comune è una risposta importante del mondo del lavoro per soste nere alcune modifiche al decreto del Governo Monti che come per l’Irap e la riforma del sistema previdenziale non hanno nulla di equità.
“L’appello a ‘stringersi a corte’ che è venuto dal segretario regionale della Uil Vaccaro in occasione del comitato centrale del sindacato, con la preoccupazione condivisibile che gli effetti della manovra saranno più pesanti sulle nostre comunità locali – aggiunge Autilio – è da raccogliere per dare come istituzione regionale e partiti il nostro contributo alla ripresa economica ed occupazionale. Sono convinto che il Patto di Sistema Obiettivo Basilicata 2012 può dare alcune risposte puntando sulle nostre risorse finanziarie, sia pure limitate e su quelle naturali, a cominciare dal petrolio. Dobbiamo raddoppiare ogni sforzo in direzione dell'occupazione liberando le risorse del credito di imposta e accelerando la definizione del Piano pluriennale del lavoro. Per questo ritengo importante la nuova sollecitazione del governatore a riconvocare la Cabina di Regia del Memorandum di Intesa tanto più che da ieri le nuove tariffe dei carburanti alla pompa schizzati verso l’alto ci impongono la necessità di adeguare l’aliquota delle royalties e di ottenere dal Governo quell’attenzione richiesta con il Memorandum”.