Premiare efficienza, efficacia e qualità dei servizi; applicare i costi standard a tutti i livelli istituzionali (a partire dalle Amministrazioni centrali); legare i risparmi sulla spesa sanitaria a quelli sulla spesa pensionistica (le due spese sono strettamente correlate, pertanto dovrebbe applicarsi a entrambe lo stesso trend di crescita) e stabilizzare nel triennio il rapporto con il Pil del 2015. Sono queste alcune delle proposte che le Regioni hanno messo a punto e hanno consegnato alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato che stanno esaminando la legge di stabilità per il 2016.Tutto ciò in vista dell’incontro che ci sarà domani col presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che ha convocato i presidenti delle Regioni per fare il punto dopo le osservazioni sollevate dai presidenti. Nel frattempo, al Parlamento è stato ricordato che i tagli previsti per le Regioni sono strutturali e continuativi sulla spesa corrente e nel triennio aumentano dell’80%.I tagli per l’anno 2016 per le Regioni a statuto ordinario sono pari a 4,2 miliardi di euro, coperti per 2 miliardi dalla riduzione del Fondo sanitario nazionale mentre i rimanenti tagli per circa 2,2 mld non potranno essere coperti se non azzerando le risorse relative a servizi estremamente sensibili (es. Fondo politiche sociali, fondo non autosufficienze, istruzione, ecc.) in quanto le regioni non hanno più trasferimenti dal bilancio statale.Il ddl stabilità prevede ai fini della riduzione del debito regionale un contributo, per il solo 2016, pari a 1.300 milioni che potrebbe aiutare a gestire la situazione di estrema complessità data dall’ammontare dei tagli previsti nell’anno.Nel pacchetto di proposte messe a punto dalla Conferenza delle Regioni, ci sono anche la richiesta di attribuire anche agli enti territoriali una parte della «espansività» della manovra per gli investimenti, ottimizzare i flussi finanziari di competenza delle Regioni; lasciare nel comparto le eventuali sanzioni per il mancato rispetto del pareggio di bilancio; accelerare la spesa per gli investimenti a partire dal Fondo di Sviluppo e coesione (programma 2014 – 2020) attraverso le Regioni e province autonome che hanno dimostrato buone performance nella programmazione e realizzazione degli interventi; proseguire nel percorso di efficentamento del settore Trasporto pubblico locale incentivandolo con adeguati finanziamenti del Fondo Nazionale.bas 03