Giampiero D’Ecclesiis è stato ospite della rubrica “L’arte di raccontarsi”, realizzata dall’Ufficio stampa della Giunta regionale della Basilicata e curata da Katia Mancusi. Scrittore, poeta e autore teatrale, più recentemente si è misurato con la pittura. Geologo di formazione, D’Ecclesiis ha raccontato come il proprio percorso umano e professionale sia stato costantemente guidato dall’osservazione, dalla ricerca e dall’esigenza profonda di esprimersi attraverso linguaggi diversi.
La formazione scientifica, legata allo studio della Terra e dei suoi processi evolutivi, si riflette in un approccio artistico che combina metodo analitico e introspezione. L’abitudine a osservare, interpretare il presente e immaginare trasformazioni future si è tradotta dapprima nella scrittura, coltivata sin dall’adolescenza attraverso poesia, narrativa e teatro, e successivamente nella pittura, scoperta come ulteriore strumento di indagine del proprio universo emotivo.
L’approdo alla pittura nasce da un’esperienza teatrale che ha acceso il desiderio di sperimentare il linguaggio visivo. Da quel momento, la curiosità e la ricerca tecnica hanno guidato un percorso artistico in continua evoluzione, caratterizzato dalla sperimentazione di materiali e procedimenti differenti. Acrilici, acquerelli, sabbia, polveri di carbone e tecniche miste diventano strumenti espressivi attraverso cui l’artista costruisce opere fortemente emotive, nelle quali il colore assume una funzione centrale.
Elemento distintivo della sua produzione è l’uso intenso e ricorrente del giallo, colore che rappresenta una cifra espressiva personale e una costante tensione verso una resa emotiva immediata e potente. La pittura di D’Ecclesiis si configura come estensione naturale della sua scrittura. Immagini e parole si intrecciano in un dialogo continuo, dove talvolta è il dipinto a generare il testo poetico, altre volte accade il contrario, oppure entrambi nascono da un’idea comune.
Significativo anche l’utilizzo dello pseudonimo “Miles”, alter ego artistico con cui firma molte delle sue opere pittoriche, simbolo di una dimensione creativa parallela che accompagna la sua produzione visiva.
Nel dialogo emerge il ritratto di un artista poliedrico che, pur provenendo da un ambito scientifico, testimonia come il bisogno di esprimersi possa attraversare discipline, esperienze e strumenti differenti. La sua ricerca si configura come un percorso aperto, segnato dalla volontà di sperimentare costantemente nuove forme narrative e visive, nella convinzione che arte e osservazione siano strumenti complementari per comprendere sé stessi e il mondo contemporaneo.