"'Fare parti uguali tra diseguali' Don Milani la considerava un'ingiustizia; fare parti uguali solo per i diseguali, perché hanno già pagato i tagli delle precedenti manovre, è una forma di accanimento 'colposo' non più sostenibile. Il taglio di 500 milioni è insostenibile e i criteri di riparto ingiusti. Lo Stato non può, anche se indirettamente discriminare un dipendente, una impresa, uno studente, il cui destino è quello di vivere in una Provincia colpita tre volte dal taglio e, quindi, abitare in una scuola più insicura".
È quanto ha dichiarato il presidente della Provincia di Potenza Piero Lacorazza, che questa mattina ha scritto al ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, per evitare il rischio di discriminazione che il taglio e i criteri di riparto potrebbero avere sulle scuole.
"Pochi giorni fa abbiamo dovuto azzerare le risorse per le manutenzioni delle strade al fine di recuperare quelle necessarie a pagare l'energia elettrica e il riscaldamento per le scuole. Le sfide dell'efficienza e del risparmio energetico le abbiamo avviate da tempo – ha aggiunto il presidente – ricevendo anche riconoscimenti importanti da Legambiente per il progetto 'Scuola ecologica in scuola sicura'. Ma siamo agli sgoccioli. Che fare? Verificare i conti che abbiamo messo a disposizione sul nostro sito. Guardarci dentro e scoprire che le risorse trasferite dalle Regioni e i fondi comunitari per funzioni delegate non possono essere tagliati. Poi non si tiene conto dei tagli delle manovre precedenti con il rischio che 'la somma non fa il totale' e a pagare siano sempre gli stessi. Infine, non è possibile non considerare nei consumi intermedi l'intervento 5 Titolo I, cioè i trasferimenti ad altri enti ed istituzioni".
Secondo Lacorazza, "questa è la più eclatante delle contraddizioni: se io faccio un servizio per un cittadino è consumo intermedio ed è considerato nel taglio, se trasferisco ad ente, istituzioni o societa' le risorse e gli chiedo di fare lo stesso servizio non è consumo intermedio e non entra nel taglio. Non è solo un problema di definizioni di consumo intermedio – ha concluso il presidente – ma di buon senso. A pagare non potranno essere sempre gli stessi, quindi, indirettamente il territorio e, in particolare, anche un mondo della scuola che è alla ricerca di nuovi stimoli e nuove sfida da far abitare in edifici sicuri".
bas 07