Ipovedenti, Benedetto: “favorire diritto allo studio”

Il capogruppo dell’Idv esprime soddisfazione per l’approvazione dell’emendamento alla Legge Finanziaria Regionale 2012 che prevede un contributo straordinario di 200 mila euro per l’attivazione di progetti educativi rivolti agli ipovedenti

“L’attivazione di progetti educativi rivolti in particolare alle persone ipovedenti consentirà di favorire il diritto allo studio, soprattutto universitario, ai giovani ipovedenti lucani per renderlo più omogeneo sull’intero territorio nazionale”. E’ quanto sostiene il presidente del Gruppo Idv in Consiglio regionale Nicola Benedetto commentando l’approvazione dell’emendamento alla Legge Finanziaria Regionale 2012 che ha presentato sulla questione.
Benedetto rende noto che “nel confermare il contributo alle Amministrazioni Provinciali per l’attuazione dei piano provinciale di supporto organizzativo per il trasporto e nell’attivazione di progetti educativi individualizzati (PEI) per gli studenti diversamente abili o in situazione di svantaggio, l’emendamento prevede l’innalzamento della posta finanziaria da euro 380.000,00 a euro 450.000,00 e l’impegno a destinare una quota di tale contributo straordinario, pari a euro 200.000,00, ad attivazione di progetti educativi precipuamente rivolti alle persone ipovedenti”.

Nel sottolineare che l'assistenza scolastica degli alunni minorati della vista inseriti nelle scuole superiori e nell'università è affidata alle Province (in alcune regioni ai Comuni), Benedetto evidenzia che “è opportuno sostituire l'assistenza in classe con un intervento pomeridiano per facilitare lo svolgimento dei compiti a casa, riservando la presenza dell'educatore-ripetitore in classe al solo svolgimento delle prove scritte (temi di italiano, versioni di latino, esercitazioni di matematica, ecc.). Conclusa la scuola superiore, ci sono università che facilitano l’accesso a corsi di laurea. Da un’indagine effettuata nella metà delle Università Italiane, rappresentative del 67 per cento della popolazione studentesca, emerge che lo 0,1 per cento degli studenti presenta disabilità della vista, essendo ipovedente o non vedente. L'esperienza insegna che le università umanistiche e giuridiche sono più facilmente frequentabili da parte dei disabili visivi, ma – continua – non mancano casi di studenti che hanno frequentato con profitto le facoltà di ingegneria informatica o scienze delle telecomunicazioni. La legge 104 del 1992 obbliga le università ad istituire dei servizi di assistenza che vanno dall'accompagnamento degli studenti disabili all'assistenza durante le prove d'esame. Spesso sono previste anche riduzioni delle tasse di iscrizione. Tutto ciò non basta e pertanto con il nuovo provvedimento cerchiamo di colmare una lacuna di iniziative da parte della Regione, sia pure continuando ad attestare la delega alle Province. Si pensi ad esempio al progetto LAMBDA, un progetto europeo che ha portato allo sviluppo di un software Windows per fare matematica, fornendo strumenti che semplificano la manipolazione delle espressioni e la loro stampa in braille e a caratteri normali, superando il vero ostacolo allo studio dei ragazzi con disabilità della vista rappresentato non tanto dalla mancanza di tecnologie adeguate quanto piuttosto dall’inadeguatezza dei format dei testi di studio. Ciò anche con l’obiettivo di incentivare lo studio delle materie scientifiche che oggi, con le nuove tecnologie, sono decisamente più accessibili e si inseriscono meglio nel percorso di studi del singolo ragazzo”.

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