Aziende e trasparenza di genere, proroga dei termini

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha disposto il differimento del termine per la presentazione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al biennio 2024-2025. La nuova scadenza è fissata al 15 maggio.

La Consigliera regionale di Parità Ivana Pipponzi

C’è più tempo per le aziende per mettersi in regola con gli obblighi sulla trasparenza di genere. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha disposto il differimento del termine per la presentazione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativo al biennio 2024-2025. La nuova scadenza è fissata al 15 maggio 2026. La decisione è stata assunta per consentire il superamento di alcune criticità tecniche riscontrate dagli utenti nell’accesso e nell’utilizzo del portale telematico dedicato, garantendo così a tutte le imprese con oltre 50 dipendenti di completare correttamente la procedura prevista dall’art. 46 del D.Lgs. 198/2006.
Sulla questione è intervenuta la Consigliera di Parità della Regione Basilicata, Ivana Pipponzi, che ha sottolineato il valore strategico di questo documento: “L’estensione del termine al 15 maggio è una notizia positiva che accoglie le istanze del mondo produttivo e dei consulenti del lavoro. Non dobbiamo però dimenticare che questo rapporto non è un mero adempimento burocratico, ma una fotografia necessaria per mappare e correggere il gender pay gap e le disparità di carriera. Invito le aziende lucane ad approfittare di questi giorni per trasmettere dati accurati: una fotografia fedele della realtà aziendale è il primo passo per costruire un mercato del lavoro più equo e per permettere alle imprese di accedere ai benefici previsti dalla Certificazione della Parità di Genere”.
La redazione del rapporto è obbligatoria per le aziende pubbliche e private con più di 50 dipendenti, mentre resta facoltativa per le imprese di dimensioni inferiori. La mancata presentazione, o l’invio di dati incompleti o mendaci, comporta sanzioni amministrative pecuniarie e, nei casi di prolungata inottemperanza, la sospensione temporanea dei benefici contributivi. Per la trasmissione è necessario utilizzare esclusivamente il portale messo a disposizione dal Ministero del Lavoro, accessibile tramite Spid o Cie.

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