Inchiesta rifiuti petrolio, Rosa: i lucani riflettano

“La nostra classe dirigente non è in grado di gestire nulla nel rispetto del territorio, della popolazione e della legge. Quindi, per il principio di precauzione, certe attività qui da noi, con questa classe di governo, non si possono fare”

&ldquo;I risvolti giudiziari dello smaltimento di rifiuti legati alle attivit&agrave; petrolifere dovrebbero far riflettere i lucani e l&rsquo;intera classe politica. La notizia di questa mattina sugli arresti avvenuti per &lsquo;traffico e smaltimento illecito di rifiuti&rsquo; non ci interessa sotto il profilo giudiziario. Le indagini faranno il loro corso e le responsabilit&agrave;, ove ci fossero, saranno accertate. Ma quello che emerge, dal punto di vista politico, quello s&igrave;. Quando diciamo che siamo governati da un sistema di potere che, in 40 anni, ha alimentato lobbies e impoverito il popolo, che si &egrave; dimostrato incapace di risolvere i problemi perch&eacute;, tanto, gestire l&rsquo;emergenza lascia le mani libere dai legacci ed &egrave; pi&ugrave; semplice, ci riferiamo proprio al fatto che, in ipotesi di reato simili, il &lsquo;pubblico&rsquo; non dovrebbe proprio comparire. O se lo fa, dovrebbe essere perch&eacute; parte lesa e non coinvolta. Perch&eacute; parte che tutela e non che volta la testa dall&rsquo;altra parte&rdquo;. E&rsquo; quanto afferma il capogruppo di Laboratorio Basilicata &ndash; Fratelli d&rsquo;Italia Gianni Rosa.<br /><br />&ldquo;&Egrave; da sempre che lo diciamo. Da sempre. Uno degli esempi pi&ugrave; lampanti, legati, probabilmente, alla vicenda di oggi &ndash; aggiunge l&rsquo;esponente di Fratelli d&rsquo;Italia &ndash; Alleanza Nazionale -, &egrave; la nostra interrogazione sulla questione delle acque radioattive che dal Centro Olio di Viggiano venivano trasportate, in autobotti, a Tecnoparco. Allora, noi avevamo chiesto quali attivit&agrave; erano state poste in essere dalla Giunta per rimediare e l&rsquo;assessore ci aveva risposto che le analisi effettuate &lsquo;sono state rivolte soprattutto alla valutazione delle concentrazioni di radionuclidi naturali&rsquo;. Praticamente, su acque derivanti dalle estrazioni petrolifere, quindi &lsquo;lavorate&rsquo;, con valori di radioattivit&agrave; nove volte superiori al normale, la Regione aveva effettuato solo controlli per rintracciare radioattivit&agrave; naturale. Se non &egrave; approssimazione questa, non sappiamo cosa lo sia&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Sono modi questi per tutelare l&rsquo;ambiente e la salute pubblica? Noi riteniamo di no. La questione &egrave;: premesso che le aziende, di qualunque natura, fanno il loro interesse, le istituzioni dovrebbero fare quello dei cittadini. In Basilicata non &egrave; cos&igrave;. Dunque &ndash; conclude Rosa -, non &egrave; che siamo contro il petrolio a prescindere, non &egrave; che siamo contro il nucleare, contro l&rsquo;eolico o qualsiasi tipo di industria. Anzi. &Egrave; che la nostra classe dirigente non &egrave; in grado di gestire nulla nel rispetto del territorio, della popolazione e della legge. Quindi, lasciateci passare l&rsquo;accostamento improprio, per il principio di precauzione, certe attivit&agrave;, che si svolgono in modo normalissimo in tutto il mondo, qui da noi, con questa classe di governo, che &egrave; sempre la stessa da 40 anni, semplicemente non si possono fare. Non si possono fare perch&eacute; chi ci governa non &egrave; in grado di contemperare l&rsquo;interesse pubblico con quello privato. E noi non possiamo rischiare che per l&rsquo;approssimazione di pochi si rischi la salute di molti&rdquo;.<br /><br />

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