È stata sottoscritta stamattina in Vescovado a Potenza, tra l’arcivescovo monsignor Davide Carbonaro e il presidente dell’Agenzia regionale per il Diritto allo Studio universitario della Basilicata (Ardsu), Vincenzo Summa, e alla presenza del Dg dell’Ardsu Giuseppe Giuzio, dei componenti del consiglio Graziano Scavone e Giulio Ruggieri, e dell’assessore regionale Laura Mongiello, la convenzione tra il Seminario vescovile e l’Agenzia Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Basilicata (Ardsu) per l’erogazione di servizi residenziali presso la Residenza universitaria San Carlo Acutis–Ostello della Musica. L’accordo riguarda l’immobile situato a Potenza, via Vescovado, inserito tra gli interventi di housing universitario finanziati dal Pnrr. La convenzione prevede la disponibilità totale di 44 posti, di cui 26 direttamente a favore dell’Ardsu con una dotazione pari al 60% dell’intera capienza. I posti sono destinati prioritariamente agli studenti capaci e meritevoli, sulla base delle graduatorie definite dall’organismo competente per il diritto allo studio universitario.
“Siamo molto soddisfatti – sottolinea il presidente dell’Ardsu Enzo Summa – che Sua Eccellenza monsignor Davide Carbonaro abbia aperto le porte del Vescovado agli studenti delle nostre università. Il percorso avvito da circa un anno comincia a produrre i frutti sperati: dall’abbonamento agevolato alla mobilità urbana, alla programmazione di portare nel centro cittadino un centinaio di studenti che risiederanno, per il prossimo anno accademico, oltre che nella Residenza San Carlo Acutis anche in altre strutture di housing universitario, fino ad arrivare a una ristorazione studentesca, sempre all’interno del perimetro del centro cittadino. Il rapporto città-università – continua Summa – merita una visione strategica e non interventi estemporanei di dubbia durata: l’Ardsu, con il pieno sostegno della Regione Basilicata, prosegue nella direzione tracciata, fiduciosa che anche gli attori principali che gestiscono la Città capoluogo sostengano le politiche di diritto allo studio, affinché l’Unibas possa ritornare, nel breve termine, a essere la scelta principale non solo dei diplomati lucani ma, anche, delle immediate regioni limitrofe”.