Giornate Fai, Lacorazza: “Valorizzare i beni culturali”

Il presidente del Consiglio regionale esprime il plauso per l’iniziativa che oggi e domani si svolge anche in alcuni siti lucani e rilancia l’idea progettuale “Basilicata 2019 – Scaviamo il Futuro”

&ldquo;Due bellissime giornate per la Basilicata e per l&rsquo;Italia&rdquo;. Cos&igrave; il presidente del Consiglio regionale Piero Lacorazza definisce le &ldquo;Giornate Fai di Primavera&rdquo;, la storica manifestazione giunta alla ventitreesima edizione che si svolge oggi e domani in molte citt&agrave; italiane e, in Basilicata, con le visite guidate in alcuni siti di Brienza, Venosa, Matera, Tricarico, Grottole e Pomarico.<br /><br />&ldquo;Grazie al Fondo Ambiente Italiano e a tanti volontari, soprattutto giovani e giovanissimi, oggi e domani &ndash; aggiunge Lacorazza – saranno fruibili beni culturali di immenso valore, ma che di solito sono inaccessibili. Fra questi il castello, il borgo medievale e la cappella di S. Maria degli angeli a Brienza, la chiesa di S. Martino a Venosa, la Cattedrale, Casa Noha e il Castello Tramontano a Matera, il convento di S. Antonio da Padova e la chiesa di S. Maria dell&rsquo;Olivo a Tricarico, il palazzo marche sale Donnaperna a Pomarico, la &ldquo;chiesa diruta&rdquo; a Grottole. Luoghi che rappresentano bene la ricchezza e la molteplicit&agrave; dei beni culturali presenti in Basilicata, un patrimonio da riscoprire a da valorizzare mettendo in campo investimenti, ricerca, professionalit&agrave; e coinvolgendo, oltre alle istituzioni, quei soggetti dell&rsquo;associazionismo come il Fai, che svolgono una attivit&agrave; preziosa per salvare e restituire alla fruizione pubblica moltissimi siti in tutta l&rsquo;Italia. Una funzione, quella della conservazione dei beni culturali, di cui si apprezza il significato profondo anche alla luce dei recenti e ripetuti attacchi terroristici, che oltre a causare vittime hanno avuto come obiettivo musei e ed altri siti di enorme valore&rdquo;.<br /><br />A parere di Lacorazza &ldquo;la prospettiva di Matera 2019 pu&ograve; essere l&rsquo;occasione per far crescere in tutto il territorio regionale una vera e propria economia della cultura in Basilicata, che promuova l&rsquo;industria turistica, culturale e creativa, cos&igrave; come la stessa Unione europea ci chiede di fare, attraverso progetti innovativi che richiedono professionalit&agrave; e impiego della ricerca e delle tecnologie&rdquo;. In questo senso Lacorazza torna ad evidenziare, &ldquo;nell&rsquo;ambito delle &lsquo;specializzazioni intelligenti&rsquo; previste dalla Regione, l&rsquo;idea progettuale &lsquo;Basilicata 2019 &ndash; Scaviamo il Futuro&rsquo;, che mira alla a promuovere la conoscenza delle risorse archeologiche del territorio lucano, da sviluppare e legare con altri progetti di valorizzazione extra regionali (Grande Progetto Pompei, Museo della Magna Grecia di Taranto), attraverso lo studio dell&rsquo;intera rete viaria antica, su cui nel tempo la Basilicata ha vissuto la propria evoluzione sociale, economica e culturale (dagli Enotri ai Lucani, dalla Magna Grecia ai Romani)&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Un progetto &ndash; conclude Lacorazza &ndash; che rappresenta un&rsquo;occasione per definire e programmare, anche attraverso l&rsquo;utilizzo delle nuove tecnologie, assetti insediativi, beni culturali e paesaggi, pensando all&rsquo;archeologia come ad uno dei &lsquo;vagoni&rsquo; da legare alla &lsquo;locomotiva&rsquo; di Matera 2019, un treno culturale che porta verso la crescita di tutto il territorio regionale&rdquo;.<br /><br /><br /><br /><br />

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