“E’ molto forte il disagio dei lavoratori, dipendenti e precari, delle soppresse Comunità Montane. Nel corso dell’ultima assemblea di tutti i lavoratori delle soppresse Comunità Montane, riunitasi in Potenza lo scorso 5 dicembre, sono emerse forti preoccupazioni a causa delle incertezze connesse alle procedure di ricollocazione dal ruolo speciale agli organici degli Enti. E’ emersa, altresì, la forte contrarietà dei lavoratori precari in merito alla proposta di delibera di Giunta Regionale che assegna i lavoratori LSU ai comuni di provenienza, mentre lascia completamente fuori da ogni prospettiva occupazionale, dal 1 gennaio 2012, i lavoratori co.co.co. A questo proposito si chiede il ritiro immediato della suddetta delibera e il rispetto in toto dell’accordo sindacale del 13 giugno 2011, già recepito dalla Regione Basilicata con delibera di G.R. n. 1093/2011”. Lo affermano in un comunicato congiunto i segretari di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Angelo Summa, Giovanni Sarli e Antonio Guglielmi.
“Lo stato d’animo che viene segnalato – prosegueno – è dovuto anche all’incertezza sull’evolversi della normativa al riguardo al lavoro pubblico e ai possibili contraccolpi negativi sul piano occupazionale per effetto della gravissima crisi economica.
Alla luce di ciò, si impone l’urgenza di una collocazione definitiva dei lavoratori all’interno della dotazione organica di un Ente istituzionale, regionale o territoriale.
Ad alimentare le tensioni concorre anche il fatto che, ad oggi, non è stato ancora attivato alcun tavolo di concertazione con le OO.SS., nel rispetto di quanto previsto dall’accordo del 13 giugno, anche al fine di definire gli accordi di mobilità, e non sono state neppure informate le scriventi Organizzazioni Sindacali in merito alla ricognizione sulle possibili mobilità volontarie mediante cessione, con incentivi, ad altre Amministrazioni, dei contratti di lavoro.
Si portino, dunque, subito a conoscenza delle Organizzazioni Sindacali e dei lavoratori le opzioni possibili per il trasferimento volontario nelle Pubbliche Amministrazioni che ne hanno fatto richiesta.
Insomma, rimane forte la condizione di disagio di tutto il personale delle soppresse Comunità Montane, non essendo stato ancora avviato, da giungo di quest’anno, il loro percorso di ricollocazione.
L’assemblea, dunque, ha chiesto di accelerare i tempi, per dare ne necessarie garanzie ai lavoratori sul loro futuro, compreso il puntuale pagamento degli stipendi, da gennaio 2012, considerato che, stante l’attuale normativa regionale, al 31 dicembre le Comunità Montane verranno estinte per decreto.
E’ doveroso, pertanto, – sottolineano i sindacalisti – dare assoluta priorità alle legittime aspettative di tutto il personale delle Comunità Montane, a partire dal riservare al suddetto personale tutte le vacanze di organico negli Enti regionali e/o territoriali. A tal fine sarà necessario sospendere ogni procedura concorsuale o nuova assunzione sino a quando tutti i lavoratori delle soppresse Comunità Montane avranno avuto una loro definitiva collocazione.
E’ da condannare, senz’altro, ciò che sta accadendo in molti Comuni Lucani, i quali procedono a bandire concorsi pubblici pur potendo assumere a costo zero i dipendenti delle soppresse Comunità Montane”.
Sulla vicenda i tre sindacati di categoria chiedono un incontro urgente al presidente della Regione Basilicata.
BAS 05