Per il presidente della terza Commissione consiliare che riprende quanto deciso nel corso della seduta dell'organismo consiliare: "E' interesse di tutti arrivare ad una soluzione che dia le giuste risposte ai cittadini”
“Sono state approvate, seppure con voto sfavorevole, le Linee guida relative al corretto inserimento nel paesaggio degli impianti rinnovabili. Arrivare a questo parere ha richiesto un percorso complesso che richiede alcune spiegazioni sul perché si sia creato un vuoto normativo in questi anni”. Il presidente della terza Commissione consiliare, Vincenzo Robortella, commenta i lavori dell’organismo consiliare in merito alla delibera di Giunta 823/2016.<br /><br />“Sul tema dell’installazione di impianti da fonti rinnovabili – dice Robortella – la Commissione ha agito in modo celere, con audizioni e incontri per garantire la massima partecipazione e il confronto sempre all’insegna della trasparenza. Ma demandare interamente a questo organismo consiliare la soluzione di un problema nato anche a causa delle amministrazioni comunali, che non hanno provveduto a individuare i siti idonei secondo quanto previsto dal decreto ministeriale del 10 settembre 2010, o ancora peggio pensare di risolvere tutto con una semplice delibera, non è corretto. Il mio voto è stato favorevole perché venivano forniti suggerimenti vincolanti alla Giunta regionale per la stesura delle Linee guida. Al tempo stesso era evidente che non potevano essere compresi in questa delibera gli impianti contenuti nella tabella A del decreto legislativo 387/2003 ma su questo aspetto molte sono state le strumentalizzazioni, soprattutto nei confronti dei cittadini”.<br /><br />“Anche a seguito delle audizioni svolte – prosegue il presidente della terza Commissione – e il mio personale ringraziamento va ai numerosi sindaci, sindacati, comitati, imprese edili e ordini professionali che sono intervenuti sulla questione, abbiamo elaborato come Commissione una serie di utili richieste di modifica del testo da sottoporre alla giunta, per arrivare a una soluzione definitiva di questa vicenda. L’invito è ridefinire con massima priorità questo testo per dare risposte al problema, fortemente sentito, ‘dell’eolico selvaggio’, che è una priorità per tutti e non solo per quanti, indossata la casacca del partigiano, hanno cercato di scaricare colpe pregresse sulla Commissione che da ottobre ha lavorato assiduamente su questo provvedimento. Al riguardo bisogna constatare che le altre forze politiche, nella fase finale dell’iter di questo provvedimento, si sono disinteressate della vicenda e al momento del voto hanno abbandonato l’aula della Commissione”.<br />