Efficienza energetica al San Carlo di Potenza

Attraverso il Dipartimento Ambiente, la Regione ha dato il via alla realizzazione di un nuovo impianto di cogenerazione nella principale struttura sanitaria lucana. L'assessore Laura Mongiello: "Ogni euro risparmiato sulla bolletta energetica è un euro che restituiamo alla cura".

L'assessore regionale Laura Mongiello

L’ospedale San Carlo di Potenza si candida a diventare un modello nazionale di efficienza energetica e sostenibilità ambientale. Attraverso il Dipartimento Ambiente, la Regione Basilicata ha dato il via alla realizzazione di un nuovo impianto di cogenerazione nella principale struttura sanitaria lucana: un intervento strategico dal valore complessivo di oltre 6,6 milioni di euro, finanziato nell’ambito del Poc Basilicata 2014-2020 (Asse 4 Energia).
L’opera prevede l’installazione di una centrale tecnologica all’avanguardia dotata di 10 microturbine modulari Ansaldo ad alto rendimento. Il sistema, capace di produrre simultaneamente energia elettrica e calore con un’efficienza superiore all’80%, è progettato per rispondere al fabbisogno imponente della struttura sanitaria riducendo drasticamente le emissioni in atmosfera e la dipendenza dalle fonti fossili tradizionali.
“Questo intervento – avviato proprio in questi giorni – rappresenta un esempio concreto di come le politiche energetiche regionali incidano direttamente sulla qualità dei servizi pubblici”, dichiara l’assessore regionale all’Ambiente e alla Transizione energetica, Laura Mongiello. “Non parliamo solo di modernizzazione, ma di una nuova visione di Pubblica Amministrazione. Trasformare un ospedale energivoro in una struttura capace di autoprodurre energia in modo pulito significa proteggere l’ambiente e, al contempo, ottimizzare la spesa pubblica. Ogni euro risparmiato sulla bolletta energetica è un euro che restituiamo idealmente alla cura dei cittadini. Con la cogenerazione dimostriamo che sostenibilità e innovazione possono procedere insieme”.
Il Direttore generale del San Carlo, Giuseppe Spera, aggiunge: “Per l’Azienda ospedaliera, questo progetto è una sfida di efficienza gestionale ed efficacia infrastrutturale. L’ospedale necessita di continuità operativa assoluta: la modularità delle nuove turbine garantirà un’autonomia energetica ancora più solida e un risparmio annuale stimato in circa 1 milione di euro. Risorse preziose che potranno essere reinvestite nell’innovazione clinica e nel miglioramento dei servizi sanitari. Il nostro obiettivo è uno ‘Smart hospital’ che coniughi eccellenza medica, sicurezza e rispetto per l’ambiente”.
Alcuni dettagli tecnici: l’impianto sfrutta il recupero termico per la produzione di acqua surriscaldata a 130°C (per complessivi 1,2 MW termici), che sarà immessa direttamente nella rete di teleriscaldamento ospedaliera. Grazie a un profilo emissivo straordinariamente contenuto (NOx < 18 mg/Nm³), l’intervento garantisce un impatto ambientale minimo. La centrale è inoltre già predisposta per la futura evoluzione verso la trigenerazione, che consentirà di produrre energia frigorifera per la climatizzazione estiva, ottimizzando ulteriormente il ciclo energetico della struttura.

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