“La sentenza della Consulta non ha alcuna incidenza sulla programmazione dell’offerta formativa e sul dimensionamento della rete scolastica lucana già conclusa”
L’assessore alla Formazione, Lavoro, Cultura e Sport, Vincenzo Viti, risponde al segretario provinciale del Pdci, Francesco Castelgrande, in merito agli esiti della sentenza della Corte Costituzionale in materia di razionalizzazione della rete scolastica.
“La sentenza della Corte costituzionale – la cui pronuncia è risultato della tempestiva impugnativa da parte della Regione Basilicata assieme ad altre Regioni italiane delle norme finanziarie emanate nel 2011 dal precedente governo, rimette senz’altro ordine nel riparto delle competenze e riconsegna alle Regioni il diritto di decidere sulla rete delle istituzioni scolastiche. Tuttavia la sentenza della Consulta non ha alcuna incidenza sulla programmazione dell’offerta formativa e sul dimensionamento della rete scolastica lucana già conclusa”.
Come già rimarcato nei giorni scorsi dall’assessore Viti nell’annunciare con soddisfazione l’esito favorevole della sentenza, la Basilicata, ricorda l’assessore, non era rimasta inerte dinanzi all’invasione di campo operata dalle leggi finanziarie dello scorso anno che, agendo direttamente sui parametri di costituzione delle autonomie scolastiche, avevano imposto la verticalizzazione totale del primo ciclo in Istituti comprensivi, formati obbligatoriamente da scuola dell’infanzia, elementare e media, e stabilito criteri numericamente più riduttivi per la conservazione dell’autonomia scolastica.
L’ente regionale, infatti, oltre ad attivare il ricorso dinanzi alla Consulta, si era comunque adoperato con l’emanazione delle linee guida per il dimensionamento scolastico 2012-2015, per attutire e mitigare gli effetti distorsivi che la manovra finanziaria avrebbe altrimenti causato sul territorio regionale in termini di soppressione delle autonomie scolastiche divenute sottodimensionate secondo le nuove norme.
La Regione – supportata dalla condivisione con gli attori principali del sistema scolastico facenti parte del Tavolo Tecnico Interistituzionale (U.S.R., province, Anci, sindacati, direzione scolastica regionale ecc.) – ha elaborato criteri di razionalizzazione della rete che, pur applicando una legge vigente e dunque non ignorabile in seno a uno Stato di diritto, ha introdotto – esercitando pienamente il proprio potere programmatorio altrimenti usurpato da una norma incostituzionale – criteri di elasticità ampi che hanno permesso il salvataggio della gran parte degli istituti scolastici altrimenti da sopprimere. La triennalità del piano, l’applicazione di una media regionale riferita all’intero complesso degli istituti comprensivi del territorio e non a valori assoluti della singola istituzione, la fissazione di un rientro graduale nel medesimo triennio con possibilità di riadeguare la rete in relazione ai mutamenti dello scenario anche normativo, hanno assicurato respiro all’azione regionale nell’applicazione della norma e dunque la conservazione di realtà territoriali fortemente a rischio.
“Le decisioni assunte dalla Giunta e dal Consiglio Regionale – prosegue Viti – sono dunque il frutto di un lavoro attento e di una volontà largamente condivisa dalle realtà del territorio che partecipano alla formulazione della pianificazione scolastica regionale ed hanno permesso di dare un’applicazione delle norme rispettosa delle specificità territoriali mettendo al tempo stesso in sicurezza la rete scolastica”.
“Occorre ora che le regioni tutte perseguano l’obbiettivo di raggiungere nel più breve tempo possibile un’intesa forte con il governo anche in sede di Conferenza Unificata con il fine, prima di procedere all’eventuale riesame di singole situazioni nel contesto della programmazione scolastica del prossimo biennio, innanzitutto di ripensare la rete scolastica di ciascuna realtà territoriale esclusivamente in funzione e a servizio della qualità e distribuzione dell’offerta formativa della regione, impegno che la Basilicata ha già assunto in sede di assemblea consiliare″.
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