Il consigliere regionale: “la vicenda dei vincitori del concorso Arbea non assunti per i vincoli del patto di stabilità non sia oggetto di strumentalizzazione politica”
"Se i quindici vincitori del concorso Arbea ancora non sono stati assunti e continuano a vivere il disagio della disoccupazione e del precariato, non credo sia dovuto al fatto che questi lavoratori non hanno padrini politici, come asserito dal collega Mario Venezia, essendo noto che la impossibilità a immetterli in pianta organica è connessa solamente ai limiti imposti dal patto di stabilità”. E’ quanto affermato dal consigliere regionale del Pd, Giuseppe Dalessandro.
“Tuttavia – continua il consigliere – per evitare che si ingeneri la convinzione che la Regione abbia voluto archiviare la pratica, occorre trovare il modo affinché, nelle more che intervengano novità legislative, questi tecnici possano essere utilizzati all'interno dell'Arbea con contratti di lavoro anche a tempo determinato, visto che già da tempo l'Agenzia utilizza lavoratori interinali. Questo è il senso dell'interrogazione – spiega Dalessandro – che anch'io ho presentato qualche giorno fa e che mi auguro possa contribuire a ridare fiducia ai quindici tecnici risultati idonei al concorso”.
“A chi volesse persistere nella strumentalizzazione politica vorrei ricordare – conclude Dalessandro – che solo pochi mesi fa si gridava allo scandalo perché uno degli idonei era un autorevole esponente del Partito democratico, mentre oggi, si imputa la situazione alla carenza di protezioni politiche. Chi realmente vuole occuparsi di questi lavoratori eviti di mescolare nel torbido e affronti la questione con il dovuto rispetto, e ciò per evitare di fare un danno ancora maggiore ai lavoratori ed alla già compromessa credibilità della politica".