Cova Viggiano, Leggieri e Perrino: vogliamo vederci chiaro

"Tecnicismi e regolamenti a parte – dicono i due consiglieri del M5s – ci saremmo aspettati una sorta di relazione da parte del governo regionale; relazione che gli stessi si sono comunque impegnati a produrre entro 30 giorni”

&ldquo;Seppur parzialmente, il nostro invito ad intavolare una discussione sulla riapertura del Centro oli della Val d&lsquo;Agri (Cova) di Viggiano &egrave; stato accolto dal Consiglio regionale. Ne prendiamo atto e ringraziamo il presidente del Consiglio per averlo inserito come primo punto all&rsquo;ordine del giorno dell&rsquo;ultima seduta&rdquo;.<br /><br />E&rsquo; quanto dichiarano i consiglieri regionali del Movimento cinque stelle Giovanni Perrino e Gianni Leggieri che aggiungono: &ldquo;Tecnicismi e regolamenti a parte, ci saremmo aspettati sul punto una sorta di relazione da parte del governo regionale; relazione che gli stessi si sono comunque impegnati a produrre entro 30 giorni&rdquo;.<br /><br />&ldquo;La riapertura del Cova &ndash; continuano – &egrave; avvenuta nel bel mezzo della pausa estiva, lontano dai riflettori mediatici e politici: ma le segnalazioni che provenivano dalla valle erano alquanto preoccupanti. Ritenendo fondamentale approfondire lo stato dell&rsquo;arte sulle modifiche che Eni ha apportato agli impianti a seguito delle prescrizioni dettate della magistratura nell&rsquo;ambito dell&rsquo;inchiesta balzata agli onori delle cronache come trivellopoli. Ieri &egrave; stata l&rsquo;occasione per riportare l&rsquo;attenzione politica e far riemergere dei quesiti che non hanno nulla a che vedere con la massiccia propaganda messa in campo da Descalzi nelle ultime settimane. Noi non ci accontentiamo di mere operazioni di marketing territoriale o di inutili palliativi come la newsletter con mittente il cane a sei zampe: vogliamo vederci chiaro&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Possibile che l&rsquo;Eni &ndash; dicono – abbia realizzato in soli 5 mesi quello che in diversi anni di attivit&agrave; non ha mai sentito l&rsquo;esigenza di realizzare e solo dopo l&rsquo;intervento della magistratura? Bastavano soli 9 milioni di euro per adeguare gli impianti? Eppure la stessa Eni affermava che &lsquo;in sede di sequestro era stato indicato come possibile l&rsquo;uso dell&rsquo;impianto a condizione che l&rsquo;acqua estratta non fosse pi&ugrave; reiniettata nel pozzo e fosse altres&igrave; modificata la qualifica Cer del fluido risultante dal processo produttivo, soluzione che, come gi&agrave; spiegato dalla societ&agrave;, non risultava praticabile dal punto di vista industriale ed era incoerente con il quadro autorizzativo vigente per l&rsquo;impianto&rsquo;&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Che ruolo hanno avuto &ndash; si chiedono Perrino e Leggieri – gli uffici regionali nelle operazioni di adeguamento del centro? Come si giustifica la presenza di quelle autobotti all&rsquo;esterno del centro oli utilizzate come deposito temporaneo di rifiuti e che la procura avrebbe ordinato di rimuovere? &quot;.<br /><br />&ldquo;Nelle dichiarazioni a margine dell&rsquo;ultima audizione della Commissione ecomafie &ndash; aggiungono – Alessandro Bratti, che qualche mese fa aveva pesantemente stigmatizzato l&#39;operato dell&#39;Arpab, fa emergere un quadro del tutto opposto, tutto votato all&rsquo;ottimismo: Pittella avrebbe annunciato la firma di alcuni protocolli per ovviare a tutta una serie di carenze dell&rsquo;ente. La speranza &egrave; quella di conoscere quanto prima come e quando si intendano mettere in campo queste azioni e soprattutto se possano esserlo senza che si passi prima dal Consiglio, cos&igrave; come previsto dall&rsquo;art.13 della legge regionale n. 37/2015 (c.d. riforma Arpab)&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Sono solo alcune delle questioni sulle quali pretendiamo un minimo di trasparenza &ndash; concludono i consiglieri pentastellati – che di certo non si pu&ograve; soddisfare attraverso l&rsquo;istituzione di un indirizzo email da parte di Eni. Confidiamo nel lavoro della magistratura e auspichiamo che il processo che sta per cominciare, si svolga nel massimo della serenit&agrave;. L&rsquo;augurio &egrave; quello di veder quantificati prima possibile i danni causati e che tutti i responsabili paghino, anche economicamente, con un maxi-risarcimento, da utilizzare per avviare una bonifica e una transizione verso un vero sviluppo sostenibile&rdquo;.<br /><br />L.C.<br />

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