Servizi alla persona, Latronico: cooperazione parte integrante

L'’assessore è intervenuto all’Assemblea regionale di Confcooperative Federsolidarietà Basilicata. "Abbiamo - ha detto - una programmazione chiara, risorse straordinarie e una rete territoriale già attiva. La sfida è metterli a sistema, costruendo un modello orientato agli esiti".

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“Oggi il tema non è più definire obiettivi, ma renderli operativi”. È questo il messaggio centrale dell’intervento dell’assessore alla Salute, Politiche per la Persona e PNRR, Cosimo Latronico, intervenuto all’Assemblea regionale di Confcooperative Federsolidarietà Basilicata, dal titolo “Cooperazione sociale: inclusione, territori e nuove opportunità”, svoltasi presso il Polo Bibliotecario di Potenza.

“Siamo in fase di adozione del Piano Integrato della Salute e dei servizi alla persona e alla comunità 2026–2030– ha dichiarato l’Assessore –  Si tratta di un passaggio fondamentale, perché sposta il sistema da una logica centrata sulle prestazioni a una fondata sui percorsi di presa in carico. Un cambiamento che- ha sottolineato- implica una riorganizzazione complessiva: Significa lavorare sulla continuità assistenziale, sulla gestione dei bisogni complessi e sull’integrazione tra sanitario, sociosanitario e sociale, superando frammentazioni che negli anni hanno generato sovrapposizioni e vuoti di risposta”.

Nel suo intervento, l’Assessore ha richiamato anche il ruolo strategico degli strumenti territoriali previsti dal PNRR: “Le Case della Comunità e le Centrali Operative Territoriali non sono semplici presidi aggiuntivi, ma dispositivi di sistema, fondamentali per garantire il coordinamento dei percorsi e la presa in carico continuativa delle persone, in particolare delle più fragili”.

Al centro della riflessione, il contributo della cooperazione sociale: “Non è un elemento accessorio, ma una componente strutturale del sistema. È nei territori che si realizza concretamente la continuità della presa in carico, ed è lì che la cooperazione sociale già opera, garantendo prossimità, relazione e capacità di adattamento”.

L’Assessore ha evidenziato anche il tema della misurazione dei risultati: “Il Piano introduce un elemento di discontinuità importante: il sistema viene orientato agli esiti. Dobbiamo essere in grado di misurare concretamente l’efficacia degli interventi, dalla riduzione dei ricoveri evitabili al mantenimento dell’autonomia delle persone.  Un sistema integrato non può poggiare su modelli frammentati o orientati esclusivamente al ribasso dei costi. Dobbiamo rafforzare strumenti come la co-programmazione e la co-progettazione, garantendo stabilità e qualità dei servizi”.

Infine, un passaggio sul tema del lavoro: “La qualità dei servizi è strettamente legata alla qualità delle condizioni di lavoro. Senza sostenibilità organizzativa ed economica, il modello di integrazione rischia di restare sulla carta”.

“Abbiamo oggi – ha concluso – tre elementi fondamentali: una programmazione chiara, risorse straordinarie e una rete territoriale già attiva. La sfida è metterli a sistema, costruendo un modello integrato, orientato agli esiti e capace di garantire continuità nella presa in carico. In questo percorso, la cooperazione sociale è parte integrante del sistema e interlocutore stabile delle istituzioni”.

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