Un progetto normativo che prevede misure per contrastare il fenomeno e favorire, nel contempo, una equa presenza femminile nel mondo del lavoro e della politica
“Disposizioni per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere e per la promozione e valorizzazione del capitale femminile” è il titolo della proposta di legge presentata, oggi, alla stampa dal consigliere regionale Michele Napoli (Pdl-Fi).<br /><br />“Un progetto normativo – ha precisato Napoli – che intende dotare la regione di una norma al passo con la normativa vigente e che indichi, nel modo più esaustivo possibile, le misure da adottare per contrastare il fenomeno della violenza di genere che, purtroppo, è molto presente anche in Basilicata e favorire, nel contempo, una equa presenza femminile nel mondo del lavoro e della politica”.<br /><br />“La Regione Basilicata – ha ricordato Napoli – si è dotata di una legge, la n.3 del 2015, che ha il limite di non esplicitare, in modo esauriente, le misure da adottare per prevenire e contrastare i fenomeni di violenza. Con questa proposta, composta da 32 articoli, cerchiamo di affrontare in maniera più articolata la materia. Per quanto riguarda i centri antiviolenza , vengono indicati chiaramente le competenze e le funzioni. Previsti, inoltre, l’organizzazione di corsi di formazione rivolti al personale per assicurare competenze specifiche e favorire una efficace presa incarico dei casi. Si propone, altresì, l’istituzione dell’albo regionale dei centri antiviolenza e delle case rifugio e di semiautonomia al fine di garantire un’adeguata conoscenza dei servizi attivi sul territorio”.<br /><br />“Per quanto attiene i minori testimoni di violenza di genere – ha proseguito Napoli – vengono analiticamente spiegati gli interventi che la Regione Basilicata deve intraprendere per inserire il minore in un ambiente di vita che ne garantisca la sicurezza psico-fisica e la presenza di figure tutelanti oltre alle azioni per la riparazione del trauma subito. All’attenzione del progetto normativo anche gli interventi da intraprendere per la prevenzione dei fenomeni della tratta e della riduzione in schiavitù delle donne e per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui casi di violenza denominati ‘omicidio di identità’ (atti violenti finalizzati a deturpare le caratteristiche fisiche della persona mediante l’uso di acidi o di sostanze infiammabili)”.<br /><br />“Se si vuole colpire il fenomeno – ha precisato il proponente dell’articolato normativo – bisogna prestare attenzione anche a coloro che compiono le aggressioni, i cosiddetti ‘uomini maltrattanti’ prevedendo azioni di recupero che potrebbero fare della nostra regione un punto di riferimento per l’intero meridione d’Italia”.<br /><br />“La seconda parte della proposta di legge – ha spiegato ancora Napoli – è dedicata alla promozione e alla valorizzazione del capitale femminile. In Basilicata la donna, a causa dei noti problemi occupazionali, si trova a vivere in condizione di dipendenza economica dal proprio partner e per questa ragione spesso non ha la forza di denunciare i comportamenti violenti. Da qui l’opportunità di indicare una serie di misure a sostegno dell’imprenditoria femminile. Altro punto nodale è la questione della presenza delle donne nella politica. Con l’art. 25 si esplicita che la Regione Basilicata, in conformità a quanto previsto dall’articolo 117 della Costituzione, introdurrà correttivi volti al perseguimento di una compiuta democrazia paritaria fin dalle prossime elezioni regionali”.<br /><br />Per quanto concerne le risorse finanziarie, Michele Napoli ha spiegato che possono essere recuperate attingendo alle somme stanziate nel bilancio pluriennale 2016/2018 della Regione e non ancora effettivamente spese. Circa un milione di euro le risorse originariamente destinate alle azioni di contrasto alla violenza di genere, in attuazione delle leggi regionali n.3/2015, n.26/2007 e n.9/99.<br /><br />Presenti alla conferenza stampa anche il consigliere Paolo Castelluccio (Pdl-Fi) e Rosaria Lamorte, coordinatrice del progetto “Donna e libera” a cura del Cestrim, onlus per l'accoglienza e il reinserimento sociale e lavorativo di donne vittime della tratta, dello sfruttamento, del maltrattamento e della violenza. Lamorte ha posto l’accento sul crescente fenomeno dello sfruttamento sessuale in regione e sulla necessità di rivedere il sistema dell’accoglienza dei migranti, prevedendo centri per sole donne.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />