Il consigliere in merito alla nomina del commissario unico per i Consorzi di Bonifica sostiene che: “le innovazioni immaginate per raggiungere obiettivi di efficienza e produttività a sostegno del settore agricolo lucano sono tutte da approfondire”
“Ho letto con attenzione quanto dichiarato in sede di conferenza stampa sulla nomina del commissario unico per i Consorzi di Bonifica al fine di capire in che consistono gli elementi di discontinuità rispetto al passato. Le innovazioni immaginate per raggiungere gli obiettivi di efficienza produttività a sostegno del settore agricolo lucano, sono tutte da approfondire e verificare e sicuramente non attengono al pur necessario ed indispensabile taglio dei costi degli organi di gestione”. Così il capogruppo regionale di Sinistra ecologia e libertà, Giannino Romaniello.<br /><br />“Premesso che considero positivamente – continua Romaniello – sia la nomina di un unico commissario che la figura nominata nella persona dell’ex segretario della Cisl, credo sia opportuno ricordare a quanti si sono affrettati ad esprimere giudizi, che processi come quelli che s’intendono mettere in atto hanno una complessità che necessitano della costruzione di percorsi democratici al fine di chiamare tutti, ognuno per la propria parte di rappresentanza/interessi ad assumersi le necessarie responsabilità nell’interesse generale della comunità di Basilicata. Ricordo a quanti lo avessero dimenticato che il Disegno di legge sull’accorpamento dei consorzi predisposto dalla precedente giunta si è arenato in commissione a causa, non solo delle divisioni e in alcuni casi contrapposizioni esistenti nel Partito democratico, ma anche per la poca chiarezza espressa dalle rappresentanze sociali e degli agricoltori. Basti andare a rileggersi le audizioni per comprendere che è mancato il coraggio di decidere. Immaginare di risolvere una questione così complessa con la bacchetta magica del commissario, vuol dire non avere contezza della portata della questione consorzi e scaricare responsabilità che sono della politica e vedono anche nelle rappresentanze d’interessi, a partire dalle organizzazioni agricole e dei lavoratori elementi di conservazione che non aiutano a ridefinire la funzione e le competenze dei consorzi. Parlare in questo caso di piano industriale, mi pare fuori luogo considerata che non si tratta di vendere un prodotto che deve fare i conti con il mercato, ma di un servizio funzionale e di sostegno a politiche nel settore agricolo capace di innalzare la produttività del comparto primario. Si tratta, quindi – specifica il consigliere – di parlare di piano delle attività sostenibile economicamente sotto il profilo dei costi. Per fare ciò, il primo punto attiene, appunto, alla corretta lettura dello stato dell’arte e, quindi, alla quantificazione puntuale del pregresso dei tre consorzi, un lavoro indispensabile che tra l’altro in parte già fatto, almeno per quanto riguarda il consorzio del Vulture come si può evincere dai documenti presentati in terza Commissione Consiliare dal commissario dimissionario”.<br /><br />“La politica ha il dovere di scegliere e decidere. Può cominciare a farlo riprendendo in tempi rapidi la discussione sul Disegno di legge e sulle Proposte di legge esistenti in contemporanea con il lavoro che farà il commissario. Unitamente a questo, bisogna immediatamente trovare le risorse per pagare le spettanze ai lavoratori oltre che a quei fornitori i cui servizi sono necessari a far andare avanti le attività.<br />Infine, auguri a Nino Falotico – conclude Romaniello – chiamato a svolgere un lavoro cosi impegnativo che sono sicuro contribuirà a far fare alla politica scelte giuste per il futuro del comparto agricolo lucano”.<br /><br />