L’assessore lucano è intervenuto al convegno dell’Ance che si è svolto ad Ischia, in rappresentanza della Conferenza Stato-Regioni su delega del presidente Vasco Errani
“I recenti eventi calamitosi dell’Emilia impongono l’inderogabile assunzione di accorte politiche di prevenzione a salvaguardia del patrimonio immobiliare e della incolumità dei cittadini”. E’ quanto ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture della Basilicata Agatino Mancusi, in qualità di coordinatore vicario della Commissione infrastrutture mobilità e governo nell’ambito della Conferenza delle Regioni, intervenendo al convegno dell’Ance che si è svolto oggi ad Ischia sul tema: “Città, Infrastrutture e Territorio per il rilancio del Paese”. L’assessore lucano, alla presenza del ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Filippo Patroni Griffi, ha incentrato la sua relazione sui contenuti del “Piano nazionale per le città”, del già novellato all’art 12 del decreto legge “Misure urgenti per la crescita del paese” approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. Mancusi, dopo aver sottolineato l’importanza delle “città sicure”, ha evidenziato che “Sviluppo territoriale significa valorizzare il ruolo proprio delle città attraverso il potenziamento delle reti urbane innovative, la diffusione dei servizi avanzati di qualità e l’innalzamento degli standard di vivibilità dei residenti” e tra questi ha elencato: “la riduzione del consumo di suolo; la riqualificazione e l’efficientamento edilizio con l’obiettivo di svecchiare il patrimonio edilizio obsoleto e lontano dai nuovi standard di efficienza energetica imposti dalla Ue; la mobilità urbana sostenibile; l’innovazione tecnologica (smart city); l’incremento di servizi collettivi e gli strumenti fiscali adeguati: tutti aspetti che convergono a migliorare il livello di qualità urbana per recuperare uno spread di abitabilità a favore di stili di vita sani e più rispondenti ai variegati bisogni della collettività”. Pur definendo il Piano “interessante”, Mancusi ha evidenziato le criticità sia nel “mancato riconoscimento del ruolo e delle specifiche competenze delle Regioni in merito alle politiche di sviluppo territoriale e urbano, che nella composizione della Cabina di Regia, in cui è prevista solo una rappresentanza delle realtà locali”. Altro aspetto critico evidenziato dal coordinatore vicario della Commissione infrastrutture, attiene all’utilizzo delle risorse finanziarie: “Il “Fondo per l’attuazione del Piano nazionale per le città” la cui reale disponibilità ammonta a 224 milioni di euro è costituito interamente da risorse residue derivanti da programmi di edilizia residenziale, a fronte di una scarsa attenzione del piano verso obiettivi di rilancio delle politiche abitative, sebbene nella logica di sistema. La rilevanza strategica del Piano – ha concluso Mancusi – richiederebbe un finanziamento più adeguato data la irrisorietà delle risorse attualmente individuate”.
La vigenza del provvedimento induce ad intervenire in fase di conversione del decreto affinchè, attraverso i necessari emendamenti, venga riconosciuto il ruolo attivo delle Regioni, nell’ambito delle attribuzioni costituzionalmente riconosciute, nell’interesse generale di conseguire scelte organiche non avulse dai processi di governo del territorio.
zac