"Pochi giorni fa si è tenuto a Potenza un interessante convegno organizzato dalla federazione sindacale medica “CIMO Basilicata” concernente il rapporto pubblico-privato nell’ambito del servizio sanitario. Sono emersi importanti spunti di riflessione alla presenza del mondo medico, di quello istituzionale, sindacale e del volontariato, in particolare sulla necessità di rimodulare il suddetto rapporto pubblico-privato partendo dalla considerazione di ciò che avviene in ambito europeo a riguardo. In particolare è emersa la necessità di dover sfruttare le risorse disponibili in regioni piccole e dal territorio geograficamente difficile come la nostra con una ottica strategica di tipo unitario". Lo dichiara Alfredo Cinnella, segretario regionale del Cimo – il sindacato dei medici.
"La notizia diffusa nella giornata di ieri riguardante l’iniziativa di voler procedere alla istituzione di un atto interaziendale unico di programmazione sanitaria regionale – prosegue – è colta certamente di buon grado dalla nostra organizzazione sindacale di soli medici, con l’auspicio che si lavori tutti assieme in questo progetto allo scopo di migliorare la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini tramite, per esempio, una giusta coordinazione delle strutture destinate al territorio, di quelle destinate ai servizi di diagnostica, alla ultraspecializzazione o all’emergenza.
In una regione come la nostra nella quale manca un contesto accademico nell’ambito medico-chirurgico tale da supportare e incentivare le attività di ricerca, la costituzione di una organizzazione vocata a tali attività in ambito biomedico può costituire un interessante modello di sviluppo per l’intero sistema sanitario regionale. Certamente, non avendo ancora avuto modo di conoscere il piano strategico che la fondazione “Basilicata Ricerca Biomedica” intenderà assumere, riteniamo opportuno rinviare ogni valutazione di merito.
E’ certamente proficuo mirare alla valorizzazione delle diverse competenze presenti nel sistema sanitario regionale, che già oggi a vario titolo concorrono alla produzione scientifica in ambito internazionale. Sono proprio queste competenze che potrebbero trovare nella fondazione più ampie e strutturate risposte. Inoltre non va sottovalutato, come ci è capitato di affermare ripetutamente, che per superare un approccio squisitamente economicistico della gestione delle risorse dedicate alla sanità, è necessario avere a disposizione, con congruo anticipo, le informazioni e le evidenze capaci di favorire politiche sanitarie di medio-lungo termine orientate al soddisfacimento dei reali fabbisogni di salute della popolazione.
Qualsiasi progetto concernente il miglioramento della qualità delle performances sanitarie e la riduzione della emigrazione sanitaria, spesso solo enunciato in passato, deve passare necessariamente attraverso un sistema sanitario pubblico che sappia, in modo sano e adeguato, essere competitivo con l’offerta del privato, incentivando la qualità sotto il profilo scientifico e clinico, anche attraverso una adeguata attività di ricerca, tenendo conto delle barriere imposte a livello nazionale dalla restrizione di risorse e dai tagli alla spesa.
Il giusto management della salute, che punterà anche sulla prevenzione, dovrà passare attraverso l’ottimizzazione e la razionalizzazione al meglio delle risorse stesse, e la trasformazione di alcune tematiche da problema a risorsa (valgano come esempio l’invecchiamento della popolazione e lo smaltimento dei rifiuti)".
BAS 05