Cicala sul Vulture “Città del vino 2026”

L'assessore regionale alle Politiche agricole, Alimentari e Forestali: "Non è un titolo simbolico, ma una responsabilità di sistema: significa trasformare la qualità delle produzioni in sviluppo territoriale, programmazione e opportunità concrete per le comunità".

«Città Italiana del Vino non è un titolo simbolico, ma una responsabilità di sistema: significa trasformare la qualità delle produzioni in sviluppo territoriale, programmazione e opportunità concrete per le comunità». Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Carmine Cicala, intervenendo oggi a Roma, al Senato della Repubblica, alla presentazione ufficiale di Città Italiana del Vino 2026/2027, con il passaggio della bandiera dai Castelli Romani ai Comuni del Vulture e del Conegliano-Valdobbiadene. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Nazionale Città del Vino, ha rappresentato un momento istituzionale di alto profilo, con la presenza di numerosi relatori e rappresentanti del mondo delle istituzioni e delle filiere, a testimonianza dell’attenzione nazionale verso i territori vitivinicoli come leva di crescita e coesione. «Il Vulture – ha aggiunto Cicala – porta con sé una storia agricola profonda, fatta di lavoro, paesaggio e identità. Come Regione Basilicata stiamo lavorando affinché questo riconoscimento diventi parte di una visione più ampia, capace di mettere a sistema vino, turismo, ambiente e coesione sociale. È una traiettoria coerente con l’indirizzo nazionale promosso dal Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, che sta rimettendo al centro filiere, territori e produzioni di qualità».

In questo percorso, strumenti come l’Enoteca Regionale assumono un ruolo strategico nel coordinamento e nella promozione unitaria delle produzioni, contribuendo a rafforzare la capacità del territorio di presentarsi in modo riconoscibile e competitivo nelle grandi vetrine nazionali e internazionali. Un obiettivo che guarda già ai prossimi appuntamenti, a partire da Vinitaly, dove la Basilicata sarà chiamata a rappresentare il proprio patrimonio vitivinicolo come parte di una proposta regionale solida e coerente. «La presenza oggi del Presidente Vito Bardi – ha sottolineato l’Assessore – rafforza un messaggio chiaro: la Basilicata affronta queste sfide come sistema istituzionale, con responsabilità condivise. Il vino, se inserito in una strategia territoriale, non riguarda solo gli addetti ai lavori, ma diventa una leva di sviluppo che parla a tutta la comunità regionale». «Assumiamo questo titolo – ha concluso Cicala – con l’impegno di tradurlo in programmazione e azioni concrete, affinché il riconoscimento nazionale diventi valore duraturo per i territori e per tutta la Basilicata».

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