Cia: deciso calendario attività primi mesi 2012

La direzione regionale della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori ha programmato nella riunione di ieri il calendario degli appuntamenti di questo primo scorcio del 2012.
“In dieci anni, dal 2000 al 2010, la superficie agricola utilizzata nella nostra regione ha subito un taglio di 64.611 ettari con la mortalità di oltre 26 mila aziende- ha detto il presidente Donato Distefano. E’ come se fosse scomparso un pezzo di mondo agricolo, che per dare un’idea equivale a tre stabilimenti dela Fiat messi insieme, con il rischio che a risentirne in maniera ancora più drammatica saranno soprattutto le famiglie che vivono della vigna, dell’oliveto e dell’allevamento davanti casa. La madre di tutti i problemi – dichiara ancora Distefano – è rappresentata dai pesanti costi che si ripercuotono sulle imprese agricole. La Cia ha chiesto una commissione nazionale di inchiesta mentre a livello regionale è impegnata a monitorare l’andamento dei costi, come è già avvenuto per il caro gasolio: per un’azienda media che consuma 300 quintali di gasolio l’anno l’incremento dovuto alla manovra “salva Italia” è di 2.700 euro sino ad arrivare nel caso di un consumo doppio (600 q.) sino a 5.400 euro. A livello regionale la Confederazione intende aprire un serrato confronto con le istituzioni regionali e locali “preponendo un “vademecum dei costi” che comteplino tariffazioni sostenibili prevedendo un credito d’imposta sui costi dell’acqua e del carburante, in ragione del fatto che siamo macro fornitori di tali materie prime”. Ulteriore problematica affrontata riguarda la sicurezza ambientale che è sempre più fondamentale per un agricoltura e modelli alimentare di qualità tesi a tutelare cittadini e consumatori ed a cui i produttori della Cia si ispirano. La Cia infine riproporrà un programma di difesa del suolo che eviti di affrontare le emergenze solo in occasione delle calamità naturali come la neve e le alluvioni ma avvii concretamente attività di prevenzione dai danni di cui il mondo agricolo è la prima vittima, adeguando la legislazione regionale e favorendo i contratti di fornitura agro meccanici, a tutti i livelli partendo dai Comuni, le Provincie, passando ai Consorzi di Bonifica, gli enti parco, e ogni istituzione che ha competenza territoriale, in modo da manutentore in modo diffuso il territorio, prevenire danni e degrado, dare un opportunità di reddito aggiuntiva agli agricoltori.
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