Cia: Associazione regionale allevatori primo passo per svolta

“La costituzione dell’Associazione Regionale Allevatori di Basilicata, fortemente sostenuta dagli allevatori della Cia-Confederazione Italiana Agricoltori, consente, finalmente, dopo 60 anni, di promuovere la partecipazione democratica dei principali soggetti alla gestione di servizi fondamentali allo sviluppo del comparto zootecnico, con il superamento di una situazione d’empasse non più tollerabile”.
E’ il commento del direttore regionale della Cia lucana Lucano Sileo, sottolineando che “si tratta però solo del primo passo per una svolta che attendiamo dalla nuova fase di governo regionale che si avvia con la nuova giunta per affrontare il vero nodo rappresentato dalle politiche agro-alimentari. Non va sottovalutato – precisa Sileo – che per ora soprattutto attraverso i PIF (Progetti Integrati di Filiera) si è privilegiata l’aggregazione di produttori e di prodotti, ma nel caso del comparto zootecnico, come di tutti gli altri, il 50% del latte lucano continua ad essere venduto fuori regione e le carni degli allevamenti della nostra regione fanno la stessa fine. Se dunque la Regione vuole realmente affrontare i problemi di redditività dei titolari delle aziende zootecniche che sono costretti a vendere il latte alla stalla al prezzo di una tazzina di caffè al bar, o le carni anche di razze pregiate ed autoctone, con margini di guadagno sempre più risicati, deve definire un progetto interdipartimentale di interventi che coinvolga, in un'unica strategia, i Dipartimenti Agricoltura, Attività Produttive ed Infrastrutture. Non chiediamo – afferma il dirigente della Cia – altro di quello che già accade per gli investimenti nelle aree industriali, artigianali e Pip, per evitare di promuovere in maniera estemporanea prodotti e produzioni alimentari di qualità e tipici, proprio come avverrà in occasione del Festival di Sanremo, senza che quegli stessi prodotti abbiano un marchio ben identificabile dai consumatori e si trovino nei più diffusi e conosciuti punti di vendita del centro-nord. Il comparto zootecnico lucano – conclude Sileo – ha dunque bisogno, prima di tutto, di strutture di trasformazione e commercializzazione”.

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