Cgil Basilicata su rapporto Svimez 2016

 "Alla presentazione del rapporto Svimez 2016 si conferma il quadro economico anticipato nello scorso giugno, con timidi segnali positivi ma non ancora in grado di invertire la rotta, a maggior ragione dentro un generale difetto di strategia nazionale" è quanto fa sapere Summa in una nota stampa inviata dall'incontro sulla presentazione dei dati Svimez 2016.

"In una criticità complessiva, in cui la ripresa in Italia è più lenta che nel resto d'Europa, il Sud cresce più del centro nord, si interrompe la recessione, ma si evidenzia la debolezza strutturale e la fortissima emergenza sociale. Per poter recuperare un livello di crescita raffrontabile al 2007, il sud dovrebbe crescere del 2,7% rispetto allo 0,3% attuale almeno per sparare di recuperare entro il 2020 gli stessi livelli occupazionali.
In particolare il sud denota una inoccupazione strutturale, ancor più preoccupante se si guarda alle difficoltà complessive dell'Italia e della perdita di occupazione e di prodotto degli anni precedenti (2008-2015). Per ciò che riguarda il mercato del lavoro aumenta di molto il part time, la decontribuzione ha piuttosto spinto di qualche decimo il tasso di occupazione ma non serve a far cambiare comportamento delle imprese ed a favorire l'ingresso dei giovani.
Il basso tasso di proseguimento dalla scuola all'università favorisce tra i giovani l'idea che non serva investire in formazione. Si disinveste sull'università, problema maggiore al sud e che sollecita una riflessione anche sul ruolo della nostra università e cresce il numero dei working poor, con un alto rischio di povertà per i giovani laureati".
"Il tema della spesa pubblica e degli investimenti dimostrano la stretta connessione tra investimenti e occupazione" chiude summa, "il precedente ciclo della programmazione 2006/2013 ci consegna un quadro di criticità, come è noto, e per questo è indispensabile utilizzare al meglio le risorse comunitarie della programmazione 2014 /2020. Risorse che vanno orientate esclusivamente su investimenti ed infrastrutture, in una logica di aggiuntività delle risorse e non di sostitutività. I patti tra regione e governo vanno invece inseriti in una logica di coordinamento tra regione e governo affinché si declinino politiche strategiche per lo sviluppo del Mezzogiorno. Il Mezzogiorno è una grande sfida, circa 20 milioni di persone e un terzo del paese e senza la crescita del Mezzogiorno non c'è crescita per l'intero paese. In tal senso bisognerà orientare e riequilibrare la spesa in conto capitale, oltreché dare attuazione alla perequazione fiscale della legge 42 del 2009".
bas04 

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