Ci si aspetta una crescita significativa derivante dalla produzione sostenibile primaria, dall’industria della trasformazione alimentare, dalle biotecnologie industriali e dalle bioraffinerie
“Sicurezza alimentare, scarsità delle risorse naturali, dipendenza dalle risorse fossili e cambiamenti climatici, la bio-economia rappresenta un’opportunità per affrontare le sfide sociali e garantire al contempo una crescita economica sostenibile, soprattutto in Basilicata, dove occorre passare da un’economia post petrolio a un’economia basata sempre di più su fonti rinnovabili”. E’ quanto ha affermato l’assessore alle Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, Michele Ottati, nel corso della conferenza internazionale dedicata alla bio-economia ospitata da questa mattina a Casa Cava a Matera. “Grazie al progetto Ditria in corso di realizzazione da parte dall’Alsia – ha aggiunto Ottati – e finanziato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale della Basilicata 2007/2013, oggi le imprese lucane hann la possibilità di conoscere le opportunità offerte dalla bio-economia nei settori in cui incide che sono agricoltura, pesca, acquacoltura e selvicoltura, ma anche settori economici più moderni come quelli delle biotecnologie e delle bioenergie. Solo utilizzando i motori della ricerca e dell’innovazione – ha concluso Ottati – saremo in grado di riconciliare la sicurezza alimentare con lo sfruttamento sostenibile delle risorse rinnovabili a fini industriali, garantendo al contempo la protezione dell’ambiente e nuovi posti di lavoro”.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche i dati di mercato e il potenziale innovativo della bio-economia. Il valore dei settori della bio-economia dell’UE ammonta a 2 miliardi di fatturato annuo e in essi si concentrano più di 22 milioni di posti di lavoro e circa il 9% della manodopera. “La green economy – ha dichiarato Raffaele Liberali, assessore alle Politiche di Sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca della Regione Basilicata – rappresenta una delle priorità europee in termini di sviluppo e di futuri investimenti, sia a livello di produzioni sostenibili che della trasformazione alimentare, di biotecnologia e di chimica verde. In dato ambito, la cooperazione tra settori agricoli e settori industriali del nostro Mezzogiorno e tra i Paesi del bacino del Mediterraneo rappresenta uno stimolo ulteriore. La nostra regione, con i suoi laboratori di ricerca e le sue realtà industriali e i suoi progetti in cantiere può rappresentare il fulcro di tale cooperazione, offrendo così ulteriori occasioni di sviluppo locale e di creazione di posti di lavoro sostenibili”.
Domani la conferenza internazionale proseguirà al Centro di Ricerca Alsia-Agrobios di Metaponto con altri approfondimenti sui servizi di trasferimento tecnologico delle innovazioni alle imprese locali e nazionali del settore agro-industriale e della ricerca, e con il lancio della piattaforma robotizzata di "Plant phenomics" di Agrobios, unica in Italia e tra le poche al mondo per l’analisi di immagine ad elevata efficienza, che consentirà di sviluppare progetti di ricerca e di supporto alle imprese agro-industriali, in particolare nell’ambito della bio-economia, e per i progetti di ricerca scientifica con i grandi attori del settore.
BAS 05