“Un altro evento, con caratteristiche autoreferenziali, sulle questioni del lavoro e della formazione”. E’ il giudizio di Pietro Simonetti, presidente del Cseres, su “Basilicata 2020 lavoro e formazione” organizzato dalla Regione per domani. “Un evento annuale – spiega Simonetti – per fare il punto sull’utilizzo dei fondi europei e sulle prospettive. Una tavola rotonda di esperti e gestori nell’ambito di una trama organizzativa che esclude di fatto le parti sociali, le forze culturali confinate nello spazio di una mezz’ora”.
Per Simonetti “una novita’ c’e’: segnala i ritardi accumulati. Il Presidente del Cles Leon incaricato di predisporre il piano del lavoro regionale parlera delle ”prime ipotesi di piano”. A inizio gennaio fu annuciato la consegna della bozza alle parti sociali ora siamo alle prime ipotesi. Ascolteremo di che si tratta nel quadro di una vicenda che si prolunga da molto tempo e che nutre la mancanza di politiche attive per il lavoro e la approvazione del reddito minimo garantito ora sventolato da importanti forze politiche a livello di programma di governo”.
Nel frattempo, dice Simonetti, “ la situazione si aggrava e viene registrato puntualmente dal primo rapporto dell’osservatorio regionale sul mercato del lavoro consegnato a novembre alle strutture amministrative e politiche e che circola tra gli addetti al lavoro autorizzati. Le cifre reali, estratte dai centri per l’impiego che utilizzano Basil, trattati per la prima volta dopo anni di colpevole inerzia, sono molto preoccupanti.115.882 lavoratori lucani sono disoccupati, inoccupati e una minoranza cerca altro lavoro. Dei 61mila disoccupati i 35% possiede la licenza media, il 27% quella elementare ,oltre il 10% sono laureati e i diplomati sono il 28%.Sono dati che parlano chiaro sulla struttura e qualità della disoccupazione”.
Simonetti aggiunge che “un capitolo a parte riguarda i migranti”. “Gli iscritti migranti nei centri dell’impiego nel primo trimestre 2012 sono stati 42 mila, di cui 33 mila provenienti da altri centri per impiego italiani.Un vero e proprio esercito per i lavori manuali, di cura ai quali si aggiungono, in nero, oltre 20.000 assistenti domiciliari (nostra eleborazione)”