Autilio (Idv) su aumento prezzi carburantiIl presidente della II Commissione consiliare suggerisce la riforma della rete, lo sviluppo di self-service e, in prospettiva, una zona franca
“Adesso che il prezzo dei carburanti è schizzato a 1,7 euro al litro con punte che, anche sul nostro territorio, sfiorano 1,8 euro al litro, sfidiamo chiunque a parlare della card carburante come un risultato positivo specie per i cittadini della Val d’Agri”. E’ il commento del Presidente della Seconda Commissione (Bilancio-Programmazione) Antonio Autilio (IdV), il quale sottolinea che ''esattamente un anno fa, nel dicembre 2010, la benzina quotava a 1,37 al litro. L'aumento complessivo rispetto allo stesso periodo del 2010 risulta pari a +34 centesimi. Ciò comporta, in termini annuali, maggiori costi diretti per gli automobilisti, secondo i calcoli effettuati da Federconsumatori ed Adusbef, di 408 euro, a cui si aggiungono le inevitabili ricadute inflazionistiche, pari a circa 339 euro annui, per un totale di 747 euro a famiglia”.
“L'aumento delle accise, come riconoscono le organizzazioni di categoria dei titolari di stazioni di servizio – aggiunge – ha portato la tassazione italiana sui carburanti ai massimi europei. Con questo ultimo intervento la fiscalità di base in Italia e' aumentata nel 2011 di 0,175 euro/litro per la benzina e di 0,210 euro/litro per il gasolio, un caso che non ha eguali nell'Europa comunitaria, se si eccettua la Grecia, dove, nel 2010, aumentò di 0,340 euro/litro per la benzina e di 0,151 euro/litro per il gasolio”.
“Servono subito – dice Autilio – due misure: la riforma della rete e lo sviluppo del self service per arrivare a prezzi dei carburanti allineati all'Europa. C'e' già una norma di legge che insiste sulla razionalizzazione della rete di distribuzione, dando un elemento di vantaggio all'utenza che e' rappresentato dall'estensione del modello self service'”. “Quanto alla normativa si è sottolineato da più parti – continua il Presidente della Seconda Commissione – che sta emergendo sul piano territoriale anche un ‘ federalismo’ dei carburanti attraverso una legislazione regionale che intende tenere conto anche di alcune specificità territoriali. Per avere un’idea della rete delle stazioni di carburante, si tratta di una realtà che offre lavoro a 71.000 addetti, con 22 mila 800 punti vendita, incassa 42 miliardi di euro e ne riversa nelle casse dello Stato circa 20. Una rete in forte evoluzione, con forti differenze su base regionale, sempre più orientata verso le grandi stazioni, con una forte crescita per i carburanti eco-compatibili, soprattutto nel nord Italia, con l’ingresso di nuovi operatori e “pompe bianche” (senza marca di compagnia petrolifera) – circa 1066-, a sostenere la mobilità degli italiani e dei 47,9 milioni di veicoli,- di cui 10 milioni tra moto e motorini- con circa 1 impianto ogni 13,2 Kmq”.
“Non rinunciamo infine alla proposta di una zona franca di vendita carburanti, con prezzi decisamente più contenuti sul territorio lucano primo fornitore di idrocarburi. Una scelta decisamente migliore rispetto alla card che è destinata a produrre benefici troppo ridotti e già erosi dagli aumenti di questi giorni”.