E’ stata la crescente preoccupazione per l’istituzione dell’Agenzia regionale Agro Forestale, il tema al centro del dibattito dell’attivo regionale dei delegati Flai Cgil che si è svolto all’Hotel degli Ulivi di Ferrandina (MT), alla presenza della segretaria generale Flai Cgil nazionale Ivana Galli.
La posizione dell’organizzazione sindacale – si legge in una nota – continua ad essere fortemente critica e unitaria. “Tutta la questione dell’Agenzia regionale Agro Forestale – afferma Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata – è fuorviante e rappresenta una falsificazione della realtà in quanto sposta le attenzioni dai problemi veri del settore, nascondendoli dietro all’assunto secondo cui un’architettura istituzionale possa essere l’unica soluzione. Non è così. Il punto non è l’istituzione dell’agenzia ma la premessa che c’è alle spalle: l’ennesimo spot istituzionale, il qualunquismo permanente, che pensa prima al contenitore e poi ai contenuti. Nella realtà quello che sta accadendo è un processo di privatizzazione del settore forestale, un drenaggio di risorse dal pubblico al privato sfruttando la questione della indisponibilità di fondi sufficienti e facendo leva su una filiera di comando tale da poter orientare ogni decisione senza alcuna pianificazione. Con una tale operazione – conclude Summa – non si fa altro che spostare gli investimenti dal lavoro all’apparato burocratico, mettendo così a rischio i 5.000 lavoratori del settore, per i quali l’unico guadagno derivante dalla così detta forestazione produttiva non può essere a nostro avviso sufficiente. Questi lavoratori sono per noi non un costo ma una ricchezza in termini di prevenzione, cura e tutela del territorio. Solleciteremo quindi la Regione Basilicata affinché ci faccia capire quali siano le priorità, se ci saranno nel prossimo sessennio le stesse risorse impiegate fino ad oggi e allo stesso tempo un piano industriale che sia capace di valorizzare questi lavoratori e il compito a cui sono assegnati. Anche qui, come in altri settori, occorre un’inversione delle politiche di sviluppo, basate su una diversa e migliore collocazione delle risorse”.
Una posizione interamente condivisa dalla segretaria nazionale Ivana Galli: “Siamo di fronte a un’Italia miope, che mortifica il lavoro dei forestali considerati dei parassiti dall’opinione pubblica. La costituzione di un’agenzia regionale con la scusante di dare delle risposte più complessive al problema occupazionale, ancora una volta sminuisce il lavoro del settore e la sua strategicità. Non si può pensare di costituire un nuovo architrave istituzionale senza porsi il problema della riorganizzazione e della programmazione. No alla politica dei due tempi, quelli del lavoro e quelli della burocrazia. La Regione Basilicata deve avere le idee chiare sul futuro di questo settore in Basilicata e poi sulla base di queste definire come e quando indirizzare le risorse”.
Aggiunge il coordinatore regionale Flai Cgil Vincenzo Esposito: “Abbiamo chiesto l’innalzamento delle giornate da subito, di risolvere il problema del turn over, il rinnovo del Contratto integrativo regionale fermo dal 2009 senza mai ottenere risposte. Siamo a favore della semplificazione e dello snellimento attraverso l’unificazione e l’armonizzazione delle giornate ma dire che non ci sono risorse e poi istituire un’agenzia che aggiunge dei costi fissi che sono quelli delle figure professionali insite all’apparato burocratico, dai dirigenti ai tecnici, senza dirci perché non utilizzare le professionalità già esistenti presso il dipartimento Agricoltura (i 30 laureati in scienze agrarie e forestali e tutti i tecnici presenti nelle dismesse comunità montane, che attualmente operano nelle aree programma e sono, tra l’altro, già retribuiti dalla Regione Basilicata) è per noi inaccettabile”.
Bas 05