Prima che cali il “sipario” sulla stagione delle grandi sagre dedicate ai prodotti di qualità della Val d’Agri se si vuole dare continuità e soprattutto operatività, traducendo in fatti economici concreti, l’ottimo studio della Fondazione Mattei sul turismo enogastronomico in Basilicata e il progetto 'Eataly Bari: porta del Sud’, è indispensabile definire le strategie di rilancio del “paniere” dei prodotti tipici della Val d’Agri. E’ il commento dell’Associazione Bene Comune di Viggiano affidato ad una nota del presidente Vittorio Prinzi. Il cartellone 2016 delle sagre – continua la nota – si sta rivelando un ulteriore successo di presenze e di marketing che non va sprecato magari in attesa della stagione 2017. Va dato atto, in proposito, che la Fondazione Mattei con l’iniziativa recente a Bari ha facilitato l’incontro tra i produttori e le istituzioni pubbliche e private per promuovere le eccellenze enogastronomiche lucane in Italia e nel mondo. Sarebbe un errore non cogliere la nuova fase di attenzione per i prodotti della Val d’Agri che si sono imposti sui mercati e tra i consumatori. E’ il caso dunque di affidare – dice Prinzi – un nuovo progetto alla stessa Fondazione Mattei, per un finanziamento Eni, del marchio “Agri” certificato da organismi autorizzati dal Ministero per le politiche Agricole e Forestali (Agroqualità di Roma per i fagioli di Sarconi ed IS.ME.CERT. di Napoli per gli altri prodotti) accompagnato da un’adeguata campagna di informazione al consumatore ed ovviamente di commercializzazione. Gli obiettivi principali sono quelli di garantire al consumatore: l’origine dei prodotti che è esclusiva dei 12 Comuni che ricadono nel territorio della Val d’ Agri e la tracciabilità (n° di lotto di produzione) che consente di risalire all’agricoltore e all’allevatore che ha prodotto la materia prima; la qualità dei prodotti garantita dal rispetto dei disciplinari di produzione agricola a basso impatto ambientale e tecniche tradizionali di trasformazione. In ogni caso non si parte da zero ma dal lavoro precedente al disciplinare del marchio che individua quattro filiere principali: formaggi, salumi, ortofrutta e olio extravergine di Montemurro. Pertanto incoraggiare i produttori, promuovere il paniere ed investire intorno alla filiera dell’agroalimentare, contando sulle misure del nuovo Prs 2014-2020 – conclude Prinzi – è sicuramente un’alternativa di grande significato economico rispetto al petrolio, un’occasione per rendere più remunerativi i redditi dei nostri agricoltori ed un’opportunità per affermare le condizioni di ricambio generazionale di cui le aziende agricole hanno assoluto bisogno”.
L’associazione infine si dice in piena sintonia con la strategia del Parco Nazionale Val d’Agri finalizzata a valorizzare il binomio prodotti alimentari e turismo naturalistico.