C’è un’immagine consunta della Basilicata: quella di una terra relegata nelle retrovie, costretta a guardare il resto del Paese allontanarsi, rassegnata a una rincorsa senza fine. Il Rapporto Anvur 2026 sul sistema della ricerca e della formazione superiore smonta definitivamente questo cliché, restituendo l’immagine di una regione che, nel cruciale ambito del diritto allo studio, non rincorre più, ma guida. Si tratta della certificazione ufficiale di una precisa scelta strategica: fare della Basilicata un modello virtuoso, dove efficienza amministrativa e visione politica si traducono in risultati concreti. I dati parlano trasformano i principi costituzionali in opportunità reali.
La Basilicata si colloca stabilmente tra le amministrazioni più virtuose del Paese, adottando le soglie ISEE e ISPE massime consentite dalla normativa. Con un limite ISEE fissato a 27.948,60 euro, l’ARDSU amplia in modo significativo la platea dei beneficiari. Un dato ancora più rilevante se confrontato con regioni come Lombardia e Piemonte, dove le soglie risultano inferiori. È una scelta che tutela non solo le fasce più fragili, ma anche quel ceto medio che troppo spesso resta escluso dalle politiche di sostegno.
A questa impostazione inclusiva si affianca un intervento economico concreto. Le borse di studio, che per gli studenti fuori sede possono raggiungere i 7.726 euro, rappresentano un sostegno reale, capace di garantire dignità e pieno accesso al percorso universitario. Il cuore del modello lucano emerge con ancora maggiore evidenza nell’analisi dei flussi finanziari. A fronte di una quota limitata di risorse statali – appena il 2,27% del Fondo Integrativo Statale – è stata la Regione Basilicata a fare la differenza, assumendo un ruolo determinante nel garantire l’effettività del diritto allo studio.
Negli ultimi tre anni, grazie a una precisa volontà politica, le risorse regionali sono state incrementate di oltre 9 milioni di euro, andando ben oltre il contributo derivante dalla tassa regionale. Uno sforzo straordinario che ha consentito di raggiungere un risultato altrettanto significativo: la copertura del 100% degli aventi diritto. È così che in Basilicata scompare la figura dell’“idoneo non beneficiario”, una contraddizione ancora presente in molte aree del Paese. Qui, invece, ogni studente idoneo riceve il sostegno previsto, senza eccezioni.
“L’Ente di Diritto allo Studio di Basilicata – sottolinea il Presidente dell’Ardsu, Enzo Summa – sta mettendo in pratica quelle che sono le intenzioni del Governo regionale, ovvero far tornare l’Università di Basilicata ai fasti numerici del passato. E’ su questo percorso, e nella visione del management attuale, che l’Ardsu, per le proprie funzioni, può e deve diventare il vero attrattore delle sedi universitarie lucane. Il pendolarismo non fa bene alla regione ed al percorso di crescita didattico dell’Università di Basilicata. Va invertita – aggiunge Summa – la tendenza dell’emigrazione studiorum con le percentuali che vanno riequilibrate tra chi sceglie di restare in Basilicata e chi cerca esperienza in Atenei limitrofi. Quelle delle borse di studio è solo un primo, ma significativo, passaggio che si completerà nel breve periodo con studentati di qualità, servizi di ristorazione di eccellenza, percorsi formativi e di inserimento a stretto contatto con l’imprenditoria lucana e tutta una serie di servizi che mettano, al centro, lo studente ed il percorso che dovrà affrontare”.