Apa, successo per l’asta dei bovini podolici

Nei giorni scorsi si è svolto a Laurenzana il consueto annuale appuntamento dell’Asta dei Bovini Podolici.
A dispetto del momento di forte difficoltà economica che si sta attraversando, riferisce un comunicato stampa delle Associazioni provinciali allevatori di Potenza e Matera, mai come in questa occasione la presenza degli allevatori, pur sempre numerosissima negli anni, è andata al di là di ogni previsione. Allevatori di questa pregiata razza di bovini provenienti oltre che dalla Basilicata, anche dalla Calabria, Campania e Puglia, tutti molto interessati a visionare i ventotto torelli iscritti a catalogo che hanno superato brillantemente i test di performance a cui gli stessi sono stati sottoposti, per ben dieci mesi, in ambiente controllato dai tecnici delle due associazioni che gestiscono il centro.
La razza podolica è presente prevalentemente nell’impervio ambiente appenninico meridionale. Per le sue caratteristiche di rusticità risulta essere un allevamento economicamente sostenibile per le aree interne, contribuendo a preservarne i relativi eco-sistemi e produzioni tipiche (carne e caciocavallo) di particolare qualità. Caratteristiche che ne stanno rideterminando una grande rivalutazione ed apprezzamento, anche perché corrispondenti alla filosofia della Nuova Politica agricola comunitaria.
Alla manifestazione ha preso parte anche il Consorzio produttori Carne Bovina Pregiata delle Razze Italiane che ha l’obiettivo di promuovere e valorizzare le carni derivate dalle 5 razze italiane da carne (e tra esse la podolica), attraverso un disciplinare di etichettatura facoltativa delle carni approvato con Decreto Ministeriale n. 22493 del 9 agosto 1999.
Soddisfatti i presidenti dell’Apa di Potenza Palmino Ferramosca e di Matera Nunzio Di Mauro che a margine della manifestazione hanno dichiarato: “In un periodo difficile per tutto il comparto agricolo-zootecnico, segnato da una congiuntura di crisi economica (che sembra poter incidere anche sui valori sostanziali della qualità, degli animali, delle produzioni, del territorio) ci confortano gli ottimi risultati ottenuti in questa giornata e l’interesse mostrato dagli oltre 400 visitatori. Ciò evidenzia, ancora una volta, come l’attività di miglioramento genetico del bestiame, determinando l’aumento qualitativo e quantitativo delle produzioni, costituisca uno strumento imprescindibile per la salvaguardia della produzione zootecnica e della redditività delle aziende”.
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