Ambiente, Lacorazza: più autonomia e meno burocrazia

Per il consigliere regionale del Pd: “chiedere più autonomia significa accettare la sfida dell’efficienza e della qualità, trasformare una visione in un modello istituzionale ed amministrativo”

&ldquo;Se un impresa deve attendere anni per avere un&rsquo;autorizzazione per un investimento il modello non funziona ed &egrave; necessario cambiarlo. Da tempo, non ora, agli annunci su Open data ho accompagnato qualche proposta e suggerimento provando ad insistere sulla necessit&agrave; di un cambiamento di approccio di governo e di modello organizzativo&rdquo;.<br /><br />A sottolinearlo il consigliere regionale del Pd, Piero Lacorazza, che continua: &ldquo;l&rsquo;Open data non &egrave; un cavo da stendere ma una visione, un modo di governare e adeguare macchine organizzative e gestione del personale&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Se addirittura un&rsquo;impresa ha la necessit&agrave; di un&rsquo;autorizzazione ambientale corre il rischio di rinunciare agli investimenti per l&rsquo;incertezza dei tempi e ondivaghe procedure. Anche in queste caso avevo insistito &ndash; dice Lacorazza – sul potenziamento del personale, anche attraverso la presentazione di un emendamento, durante la discussione in Consiglio regionale del piano triennale Arpab. Per la tutela ambientale &ndash; aggiunge -abbiamo fatto tutto per il meglio e siamo in condizioni di poter chiedere pi&ugrave; autonomia avviando l&rsquo;iter del comma 3 dell&rsquo;art. 116 della Costituzione? Non &egrave; andato tutto per il meglio. Possiamo chiedere pi&ugrave; autonomia nel senso di un rinnovato patto tra Stato centrale e territorio per la tutela ambientale che rafforzi e dia qualit&agrave; alle istituzioni di prossimit&agrave; preposte al controllo in un quadro normativo ed amministrativo pi&ugrave; avanzato e stringente? Sebbene la tutela ambientale sia di competenza esclusiva statale (art. 117 Costituzione) la Regione potrebbe, nel quadro di una auspicata stringente disciplina per la cura di aria, acqua e suolo, rafforzare modelli di programmazione regionali pi&ugrave; integrati con enti ed istituzioni anche statali. Esempio. Siamo in condizione di reggere una sfida che si annuncia sempre pi&ugrave; complessa con l&rsquo;attuale organizzazione delle nostre istituzioni? Funziona la programmazione e la gestione amministrativa tra Comuni, Province, Regione, Arpab, Aziende sanitarie, etc…? Queste domande possono trovare una risposta in un rinnovato patto tra Stato e Regione Basilicata?&rdquo;.<br /><br />&ldquo;E&rsquo; necessario &ndash; sottolinea Lacorazza – approfondire e ragionarci con molta attenzione in una regione che non solo dispone di risorse impattanti come il petrolio e da preservare come l&rsquo;acqua ma, nel tutelare l&rsquo;ambiente, si deve dare risposte in tempi certi e celeri alle tante imprese che richiedono, nel rispetto della legge, le autorizzazioni ambientali. Chiedere pi&ugrave; autonomia &ndash; conclude – significa accettare la sfida dell&rsquo;efficienza e della qualit&agrave;, trasformare una visione in un modello istituzionale ed amministrativo&rdquo;.<br />

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