Alsia, interrogazione di Venezia (Pdl)

Il consigliere regionale parla di inerzia della Giunta e di mancata applicazione delle leggi

“Dobbiamo purtroppo constatare che in Basilicata le leggi, volute dalla maggioranza di sinistra e, quando condivise, assunte anche con i voti del centrodestra, non sempre vengono applicate dalla Giunta regionale, ampliando, in tal modo, il fossato che separa la (cattiva) ‘politica’ dai semplici cittadini, alle cui leggi debbono rigorosamente attenersi”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale Mario Venezia (Pdl), a parere del quale “un esempio significativo è rappresentato dal disposto di cui all’art. 1 della legge regionale n. 25/2010 sulla ‘Gestione straordinaria dell’Agenzia Lucana per lo Sviluppo e Innovazione in Agricoltura’”. L’esponente del Pdl ricorda che, in base alla legge, “la gestione straordinaria di cui all’art. 10 della L.R. 14 luglio 2006, n.11 è prorogata, per le finalità indicate nel medesimo articolo, al 31 dicembre 2010”. Ed a suo parere “è del tutto evidente che se non il 1° gennaio ma, al massimo, entro la fine di quel mese la maggioranza di governo avrebbe dovuto adottare una qualche idonea soluzione. Invece a pochi giorni dalla metà di marzo soluzioni non ve ne sono e, di conseguenza, il commissariamento proseguirà indisturbato”. Per questo Venezia ha presentato una interrogazione al presidente della Giunta regionale “per comprendere le ragioni di tale inerzia che stridono invece con la rapidità con cui si è sostituito il commissario dell’Arbea con il direttore”.

A parere di Venezia “che non vi fosse alcuna volontà di porre fine a tale incomprensibile stato di cose che ‘paralizza’ l’Agenzia e limita e mortifica le professionalità lì esistenti lo si può desumere dal fatto che non fu posta alcuna attenzione alle considerazioni del capogruppo in Consiglio regionale di Alleanza per l’Italia, Alessandro Singetta”, il quale del 16 agosto scorso affermava che “desta altresì preoccupazione una nuova nomina avvenuta in piena estate, senza alcun coinvolgimento delle altre forze politiche e, soprattutto, a distanza di poco più di quattro mesi dal termine in cui il regime di commissariamento dell’Alsia dovrebbe terminare, visto che in Consiglio regionale è stata, di recente, approvata una legge che, è stato detto, costituirà l’ ultima proroga. La speranza è che si proceda nei tempi previsti alla riforma dell’ intero comparto agricolo, così importante per l’ economia della nostra regione, individuando i settori su cui puntare maggiormente e procedendo alla ristrutturazioni ed ai tagli necessari”.

“Per cui – prosegue Venezia – delle due l’una: o il governo regionale valuta l’Arbea fondamentale per il suo ruolo in agricoltura e, di contro, l’Alsia un ente inutile a cui viene fatto trascorrere un periodo di purgatorio prima dello scioglimento oppure a fare la differenza tra i due Enti è l’elemento sostanziale della loro collocazione geografica: l’Arbea è a Potenza e va salvata, l’Alsia è a Matera e, quindi, può essere soppressa, magari per trasferirne il suo personale in Regione. La cosa, per la verità, non ci sorprenderebbe atteso che da tempo (dalla presidenza Bubbico per la precisione) assistiamo ad un lento e progressivo svuotamento di compiti e funzioni delle strutture regionali presenti a Matera e nel suo territorio. Si valuti il ruolo marginale che oggi hanno gli Uffici dipartimentali del Provveditorato, della Formazione, dell’Agricoltura e delle Infrastrutture. Svuotamento attuato anche con il silenzio e la complicità dei consiglieri regionali di maggioranza, che a parole sono per la tutela ed il collegamento con il territorio ma, nei fatti, subiscono passivamente le decisioni prese a Potenza. Vicenda che sta assumendo contorni talmente evidenti se il segretario provinciale del Psi materano valuta dover uscire con una significativa e durissima affermazione (‘Matera e la sua provincia non sono una colonia del capoluogo regionale’, tratta dal Quotidiano dell’8 marzo c.a.) come invece, sempre più, si appalesa agli occhi dei concittadini della provincia di Matera”.

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