Il presidente De Filippo avrebbe chiesto a Monti di non sciogliere l’Autority trasferendone gli uffici nel capoluogo lucano. Il capogruppo Ial propone di sostenere gli eventuali costi “magari con la diminuzione degli assessori esterni”
Mantenere in attività l’Agenzia per il terzo settore, offrendosi addirittura di ospitarla e sostenere i costi, magari dopo aver ridotto il numero dei suoi consiglieri. Questo il contenuto di una lettera che il presidente della Regione, Vito De Filippo avrebbe inviato al presidente del Consiglio, Mario Monti dopo che il governo, lo scorso 24 febbraio, ha confermato la chiusura dell’Agenzia per il Terzo settore come misura per contenere la spesa pubblica. La notizia, riportata dal settimanale “L’Espresso” nel n. 14 del 5 aprile scorso, viene richiamata dal consigliere regionale Alfonso Ernesto Navazio, che ha presentato oggi un’interrogazione nella quale chiede al governatore De Filippo “di far conoscere il contenuto originale della lettera inviata al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti e con quali mezzi pensa di sostenere l’attività dell’Agenzia tenuto conto che il bilancio 2011 dell’Ente è risultato pari ad € 1.202.077. E magari di rivedere anche i criteri di ‘soluzione’”.
Navazio ritiene infatti “che una parte di questi costi potrebbero eventualmente essere compensati con la diminuzione della presenza degli assessori esterni nella Giunta regionale. L’Agenzia nacque e si insediò a Milano dieci anni fa. Oggi, l’ipotesi di chiudere l’Agenzia, già circolata nei mesi scorsi, ha messo in agitazione diverse associazioni, che temono di avere meno punti di riferimento in ambito istituzionale per la promozione e il controllo delle attività delle Onlus. L’Agenzia si occupa, per l’appunto, del cosiddetto ‘terzo settore’: organizzazioni private che producono beni e servizi destinati al pubblico come le cooperative sociali, le associazioni di volontariato e quelle di promozione sociale, le organizzazioni non governative e le Onlus (organizzazioni non lucrative di utilità sociale). In questi anni l’Agenzia per il Terzo settore si è occupata di controllare che le organizzazioni applicassero e seguissero le norme vigenti. Oltre alla vigilanza, si è anche occupata della promozione sul piano culturale delle iniziative del Terzo settore e ha dato indicazioni per la corretta applicazione delle leggi che lo riguardano. Le sue attività vengono riassunte annualmente in una relazione che viene presentata alla Presidenza del Consiglio. Altro dato è che in questi anni l' agenzia ha visto progressivamente ridursi le forze a disposizione. Lo staff doveva essere di 35 persone che Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano avrebbero dovuto distaccare. Oggi si limita a 12”.
“Certo – afferma Navazio – la proposta di De Filippo che rientra, tra l’altro, tra coloro che contestano la decisione del governo sostenendo che così verrebbe a mancare il ruolo di soggetto terzo tra pubblica amministrazione e organizzazioni che era svolto dall’Agenzia e che con la sua scomparsa andrebbe ad indebolire il terzo settore e lo stesso controllo sui soggetti che vi operano, potrebbe diventare un obbiettivo di prestigio per la Basilicata visto il ruolo che l’Agenzia ricopre. Ma è anche vero che, stando all’ultimo bilancio dell’ente, i costi di gestione sarebbero davvero alti”. Da qui quindi la proposta di Navazio al presidente De Filippo “di considerare, magari, a sostegno della causa, di rivedere il numero degli assessori. In questo caso quelli esterni. Verrebbe meno così la proposta di De Filippo di ridurre il numero dei consiglieri dell’Autority, fermo restando, così come si legge nell’interrogazione, che per fare questo è necessario un nuovo Dpcm che modifichi quello istitutivo e non una semplice indicazione”.
“Che la mia proposta – conclude Navazio – venga presa come una provocazione lo si saprà in futuro. Certo è che la Basilicata attraverso i suoi esponenti regionali non si risparmia dal competere con le decisioni nazionali!”.